Gazzetta di Modena

Modena

Assaltano la Bper con il carroattrezzi

Assaltano la Bper con il carroattrezzi

Campogalliano. Utilizzano il mezzo rubato a Casalgrande per sventrare la filiale. Inseguiti, abbandonano il bancomat

2 MINUTI DI LETTURA





CAMPOGALLIANO. L’ultimo assalto notturno a colpi di carro attrezzi contro una banca si è consumato ieri l’altra notte alle 3.

La tecnica è sempre quella: un camioncino rubato usato come ariete per demolire le pareti della filiale, poi la gru che viene utilizzata per portarsi via la cassa del bancomat.

Questa volta però in piazza a Campogalliano si registrano due rilevanti “variabili” sul tema. La prima è che nonostante il disagio di dover presidiare un vasto territorio con pochi uomini, la rete stesa dopo l’allarme ha dato i suoi frutti. Il carro attrezzi con il suo prezioso carico - parliamo di almeno 20mila euro - è stato infatti intercettato alle porte di Modena, sulla Canaletto. Alla vista dei carabinieri che stavano per raggiungerli, i banditi sono fuggiti nei campi, a mani vuote, almeno per stavolta.

Ma è sull’identità dei banditi in questione che più si dovranno concentrare le indagini.

Perché una signora, un po’ attenta e un po’ insonne, che ha dato l’allarme ai carabinieri ha avuto il tempo di analizzare bene - nel buio della notte - i quattro malviventi che prima hanno demolito la parete della banca, e poi hanno agganciato la cassa.

Non vestiti di scuro, non con il passamontagna in testa e i guanti e, secondo la testimonianza della donna, uomini tutti di colore. Centroafricani.

Una singolarità inedita, in questo tipo di “imprenditoria” nel Modenese. Segno forse che qualcuno - al di fuori dei soliti e ben noti specialisti di queste “spaccate da carro attrezzi” - ha deciso di fare concorrenza all’organizzazione.

Oppure l’organizzazione, come accade anche in altri mondi dell’imprenditoria non necessariamente fuorilegge, si rivolge ad una nuova manovalanza, diciamo così, per abbattere i costi fissi.

Circostanza, quella dei “colored” che andrà vagliata dai sistemi di videosorveglianza. Non tanto a fini etnici, quanto per provare a dare un’identità al quartetto, che non ha usato metodi garbati. Prima si sono procurati un carro attrezzi della Saavi, a Casalgrande, poi hanno valicato il confine di Secchia e si sono esibiti in piazza Bilancia, nella zona commerciale. Indifferenti ai rumori che hanno innescato testimoni ed allarme. Il tempo per la pattuglia di arrivare che la banda era già per strada, ma la direzione di fuga e l’intuito di carabinieri e polizia hanno guastato la festa.

Resta un danno clamoroso alla filiale, dove ieri c’erano già gli operai al lavoro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google