Carpi. «Io a Panama? Furto d’identità»
Luigi Smerieri, 76 anni, socio nella Mit negli anni ’90, si difende: «Mai portato soldi all’estero»
CARPI. Il nome di Luigi Smerieri, imprenditore di punta nel settore tessile degli anni ’80 e ’90, compare nella terza lista dei Panama Papers pubblicata dal settimanale l’Espresso.
A 76 anni il carpigiano vive in un piccolo appartamento alle porte di Carpi. Seduto sul divano scorre l’elenco dei nomi: «Non conosco nessuno, nemmeno tra gli imprenditori tessili. Davvero non capisco - si stupisce Luigi Smerieri - come il mio nome sia finito in questa lista. Anzi, un’idea ce l’ho: si tratta probabilmente di un furto d’identità».
Nessun paradiso fiscale quindi, nemmeno ai tempi d’oro della sua attività imprenditoriale?
«Ma sta scherzando? All’epoca della “Mit - manifattura italiana tessile” gli affari, come noto, andavano proprio male a causa della crisi del settore: che senso avrebbe avuto aprire società a Panama? Non solo non c’erano guadagni, ma da lì a poco tutte le società avrebbero chiuso i battenti. Purtroppo nella crisi del comparto tessile furono coinvolti anche i dipendenti, oltre cento, che persero il lavoro».
Dopo quell’avventura imprenditoriale in che situazione si trovò?
«Pessima: persi tanti soldi e non mi rimase che leccarmi le ferite. Purtroppo in quel periodo, in particolare nel 1992, la crisi che investì il settore dell’abbigliamento fu feroce e le nostre società furono spazzate via. Furono momenti drammatici».
Stop al tessile e agli affari dunque?
«Ho fatto qualche investimento nel settore immobiliare in Slovacchia dove con altri soci abbiamo comprato e venduto immobili oltre a gestirne alcuni per gli affitti. La partecipazione a questa società, dai primi anni ’90, è realizzata attraverso a un’azienda intestata ai miei figli».
Su questa vicenda dei Panama Papers ha ricevuto qualche comunicazione ufficiale da parte delle autorità italiane?
«Per il momento no. Sono comunque a completa disposizione per dare ogni informazione richiesta. Non ho nulla da nascondere. Si tratta di una situazione davvero antipatica. Mi domando però perché prima di pubblicare i nomi non abbiano fatto qualche indagine: nel mio caso si tratta di sicuro di un furto d’identità».
Ha intenzione di rivolgersi a un legale per tutelare la sua reputazione?
«Non lo escludo anche se alla mia età non c’è più il tempo per le battaglie legali. In ogni caso decideremo sul da farsi assieme alla mia famiglia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
