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L’assessore “scende in trincea”

di Gabriele Farina
L’assessore “scende in trincea”

In difficoltà nel sostenere il tracciato in un faccia a faccia con Fiab e Legambiente

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La ciclabile in via Giardini? «Le ciclabili sono a norma». La presentazione dei progetti nei dettagli? «Passiamo oltre». Sono risposte date giovedì sera da Gabriele Giacobazzi al Windsor Park. Il tema? “Modena a due ruote”. Soffermatosi su aspetti generali, l’assessore alla mobilità ha dato uno sguardo veloce ai piani nello specifico. «Ci saranno circa 700 interventi puntuali sulle incongruenze della segnaletica - ha elencato Giacobazzi - e trenta per le zone 30; ci saranno 15 interventi in punti critici e nuove infrastrutture».

«È la terza o quarta volta che sentiamo “andiamo avanti, andiamo avanti” - ha criticato Giorgio Castelli, presidente della Federazione italiana amici della bici di Modena - ma non si vedono i dati sulla mobilità attuale. Soprattutto, non si hanno dati su dove vogliamo andare: che piano è?». La rassicurazione di Giacobazzi su via Giardini non ha persuaso Castelli. «La giacchetta si può tirare dove si vuole - ha risposto il presidente Fiab - ma la norma nazionale esiste: deve avere un’ampiezza minima di due metri e mezzo se ha due sensi di marcia. Andare sotto la misura vuol dire mettere in difficoltà i ciclisti. È ancora più grave se non è rispettata all’altezza degli incroci, in cui dovrebbe essere più di due metri e mezzo».

Castelli ha criticato Giacobazzi per le bici “contromano” nei sensi unici. «Non voglio mandare in galera il sindaco - ha sostenuto l’assessore - potremmo ridurre i permessi per le auto». Muzzarelli, atteso per l’introduzione, non s’è “difeso” perché al PalaPanini. «Reggio ha adottato la misura», ha replicato il presidente. Critiche anche da Legambiente. «I numeri sono importanti - ha riconosciuto Alessandra Filippi, presidente del Circolo di Modena - mi preoccupa lo scadenzario di Giacobazzi. Su via Giardini c’è tanta confusione e l’amministrazione deve fare un grosso sforzo sulla comunicazione. Non si fa mai i conti con i costi sanitari degli incidenti».

I cittadini hanno preso la parola. «Recuperiamo i soldi delle multe per aggiustare le ciclabili», ha proposto Mirca Barbolini. «Il problema non è farne nuove - ha sostenuto Luana Marangoni - ma renderle sicure». «In Olanda a dieci anni si può andare nelle ciclabili - ha aggiunto Fabrizio Toscan - ma a Modena sono rare piste così». Il presidente dell’Officina Progetto Fotografia ha anticipato un progetto di scatti sui pedali. Nuovi progetti potrebbero diffondersi dopo la sperimentazione d’Ingegneria Senza Frontiere alla Sacca. «La zona Musicisti è tra le più critiche - ha spiegato Giovanni Macchitelli - ma diamo attenzione anche al centro». «Servono incentivi - ha detto Alderigi Pellacani - e un biglietto unico per i mezzi». Vanni Bulgarelli (presidente Seta) ha ricordato una sperimentazione avviata dall’azienda per le bici pieghevoli, ricordando che in Italia non è possibile caricare i velocipedi sui bus. Il quasi omonimo Andrea ha evidenziato l’esigenza di avere più depositi custoditi in città. Daniele Biagioni ha ricordato un progetto pilota nato a Modena nell’ambito della Rete Città Sane. «In dieci anni porterà a un risparmio di oltre 400mila euro», ha detto Biagioni. «Non è vero che più chilometri si fanno più alta è l’incidentalità», ha ricordato il dottor Ferdinando Tripi dell’Ausl.

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