«La ciclabile Giardini per noi è regolare: ha parti in deroga»
Dopo un giorno di riflessione il Comune con Giacobazzi affida ad un’imbarazzata velina la replica sulla nuova pista
È una difesa imbarazzata quella del Comune, che prova a tenere in piedi la credibilità di un progetto, la ciclabile di via Giardini, che in alcuni tratti non rispetta nemmeno i minimi previsti dalla Legge. Di fatto il Comune, per questo caso che qualcuno ha giustamente definitivo “fantozziano” vista l’entità dei soldi pubblici spesi - 600mila euro - i ritardi nei lavori e le scelte tecniche assai discutibili, ammette di avere costruito una ciclabile “in deroga”. Il problema è che è in deroga un terzo della ciclabile (da piazzale Risorgimento a viale Barozzi, sul lato destro provenendo dal centro in direzione Maranello) e non “brevi tratti adeguatamente segnalati” come previsto dal Ministero per le Infrastrutture. Dettagli? Per il Comune evidentemente sono dettagli. Come le filette di granito che arrivano a misurare anche 15 centimetri, molto pericolose. Ma anche questi sono dettagli per il Comune.
NOTA CHILOMETRICA. L’amministrazione, affidandosi ad una “velina chilometrica” per ribattere punto su punto l’inchiesta della Gazzetta realizzata con la collaborazione della Fiab (la Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ammette anche che in quel tratto - sempre da piazzale Risorgimento a viale Barozzi - “era impossibile ricavare larghezze maggiori”. E quindi? E quindi ci facciamo comunque una ciclabile, che sarà mai. E andiamo in deroga per centinaia di metri, che sarà mai. Ma la legge non dice che le corsie, per le ciclabili a doppio senso di marcia, devono essere di due metri come in quel caso. Quelli sono casi eccezionali. Per Modena, invece, sono la normalità, ben lontana da due metri e mezzo previsti dalla legge.
TUTTO OK. È lì che il Comune prova a difendersi: «La ciclabile di via Giardini è regolare e necessaria per consentire ai ciclisti di muoversi in piena sicurezza su un’arteria stradale di grande importanza e in precedenza assolutamente priva di facilitazioni per l’utenza delle due ruote. La ciclabile, che ha uno sviluppo lineare di 1,2 chilometri circa, è quindi regolare e rispetta in ogni punto i minimi inderogabili dei due metri. La larghezza minima è presente solo nel tratto da piazzale Risorgimento fino a viale Barozzi, dove era impossibile ricavare larghezze maggiori. In tutto il resto del percorso la larghezza è invece superiore. Nel tratto di piazzale Risorgimento, in particolare, la scelta è stata motivata dalla presenza dell’ampio interrato del palazzo e dalla necessità di non ridurre oltre i minimi di norma di 3.50 metri la corsia stradale di uscita dal centro storico. Nel successivo tratto, la scelta è stata motivata dalla necessità di affiancare alla ciclabile una fascia di parcheggi prima inesistenti, per evitare che, come avveniva in passato sul marciapiede, i clienti dei pubblici esercizi non fossero indotti a parcheggiare sulla ciclabile. Da viale Barozzi fino a via Pace, la ciclabile ha invece una sezione di 2.50 metri e nel tratto che passa davanti alla chiesa di S.Faustino, al Cinema Michelangelo e oltre fino all’hotel Donatello, la sezione è variabile tra 2.10-2.15-2.20-2.35-2.50 metri in base alle misure minime delle corsie veicolari e dei parcheggi da lasciare invariate in questo tratto di strada».
Il Comune gioca anche la carta dei lavori non ancora terminati per dirimere alcune questioni come la mancanza di segnaletica verticale e orizzontale adeguata e la presenza di ostacoli all’interno del tracciato, come un parchimetro di Modena Parcheggi.
LAVORI IN CORSO. «I lavori della ciclabile non sono attualmente ancora terminati; rimane infatti da effettuare il completamento di finiture e lavorazioni di piccola entità, tra cui la segnaletica, le alberature e gli arredi. La denuncia della larghezza non pre-segnalata appare quindi inopportuna, dal momento che la segnaletica verticale e orizzontale è ancora in corso di realizzazione. Sono invece presenti in vari punti numerosi cartelli di avviso di cantiere ancora in corso. Lo stesso spostamento del parchimetro, previsto nell’intervento, non è ancora stato effettuato per consentire lo spostamento direttamente a cura di Modena Parcheggi, vista la delicatezza dello strumento. Tra gli interventi ancora da ultimare anche l’adeguamento dei tempi semaforici, in particolar modo quello dell’attraversamento di viale Tassoni, storicamente spezzato in due tempi, che verrà invece unificato a breve».
Rispetto ai costi maggiori utilizzando granito e cubetti per il tracciato, il Comune replica che “la decisione di modificare la sezione dell’aiuola centrale piuttosto di tagliare per l’intera lunghezza l’intero pedonale esistente in cubetti, è stata motivata proprio dall’obiettivo di ridurre al minimo le spese, e le scelte in merito alle sezioni e ai materiali sono state improntate ai principi della sicurezza, della gradevolezza, della durabilità e dell’economia».
LA BOCCIATURA. E boccia, come aveva già fatto in passato, la proposta della Fiab: «La proposta della Fiab di realizzare due ciclabili monodirezionali sui due lati della strada, e non in sede propria, è stata da sempre considerata impraticabile perché ritenuta pericolosa, in quanto le ciclabili sarebbero separate dalla carreggiata stradale da una semplice striscia disegnata. L’Amministrazione ha invece optato per una ciclabile in sede propria, protetta, separata da idoneo spartitraffico longitudinale fisicamente invalicabile di larghezza non inferiore agli 0,5 metri. Sempre con l’obietto della sicurezza è stato scelto l’arretramento dell’attraversamento ciclabile e pedonale di via Buonarroti, che consente a un’auto in immissione in Giardini di arrestarsi dopo l’attraversamento e godere di buona visibilità o a un auto in svolta su via Buonarroti di arrestarsi prima dell’attraversamento. Anche l’installazione dell’impianto semaforico con svolta a destra per chi viene da viale Barozzi e si immette su via Giardini è stato inserito con l’obiettivo di aumentare la sicurezza di pedoni e ciclisti (oltre che degli automobilisti) ed è stata, tra l’altro, una delle proposte della Fiab accolte dall’Amministrazione al Tavolo per la mobilità, che si è incontrato più volte affrontando il tema della ciclabile di via Giardini e ha coinvolto associazioni di categorie e varie associazioni interessate alla mobilità ciclabile. L’altezza delle filette a protezione dell’utenza debole, infine, è ovunque di 10-12 centimetri, tranne alcuni raccordi o preesistenze che hanno costretto ad altezze maggiori, comunque inferiori ai limiti di legge».
Ora non resta che continuare a monitorare da vicino tutti questi dettagli. Per il Comune saranno anche dettagli, per i modenesi, a sentire le proteste, non sembra proprio. Questione di punti di vista.
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