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La scorciatoia proibita dei camion

La scorciatoia proibita dei camion

Proteste per i tir che ignorano il divieto di accesso tra Formigine e Casinalbo

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FORMIGINE. Dieci minuti, tanto basta per capire che il divieto di accesso ai mezzi pesanti in via Romano non è rispettato da nessuno. È il primo pomeriggio di un giorno feriale e in poco tempo transitano prima i camion diretti al cantiere della nuova coop, poi uno, due, tre tir diretti verso la zona industriale al confine tra Formigine e Casinalbo. «E a quest’ora è niente - spiegano Silvia Ottani e Carlo Frattani, portavoce dei residenti - Di primo mattino il traffico è doppio, decine e decine di camion». Eppure la segnaletica stradale è chiara. I mezzi pesanti che escono all’uscita 29 della tangenziale Modena-Sassuolo non possono imboccare via Romano. Per raggiungere la zona industriale è obbligatorio utilizzare l’apposita deviazione, che permette di raggiungere via Radici in Piano e da lì le varie aziende della zona. «Chissà che perdita di tempo», potrebbe sostenere qualcuno. Circa dieci secondi. Forse quindici.

«Il continuo passaggio di camion sta creando diversi problemi. Intanto l’asfalto, ormai deteriorato, per non parlare dell’inquinamento acustico e dello smog. E poi - proseguono i residenti - le vibrazioni. Siamo 20 famiglie ad abitare in questo borgo, nato senza fondamenta perché si tratta di un’enorme stalla riqualificata ad uso residenziale, e a lungo andare si potrebbero presentare problemi strutturali. Siamo andati alla polizia municipale e ci hanno risposto che non possono fare nulla. In Comune, invece, ci hanno chiesto di raccogliere delle firme. Per cosa poi? I cartelli ci sono già e basterebbe farli rispettare».

Ma le scorciatoie sono sempre le più comode...(gib)

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