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«Sui mercati Usa la ceramica può crescere»

«Sui mercati Usa la ceramica può crescere»

Il commento di Armando Cafiero di Confindustria al termine della rassegna Coverings a Chicago

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Si è chiusa al McCormik Place di Chicago la ventisettesima edizione del Coverings, il salone nordamericano della ceramica e delle pietre naturali.

La fiera, quest’anno ospitata in una città famosa per le sue architetture e per la sua attenzione al design, è stata visitata da rivenditori e architetti, provenienti da Usa e Canada. Meno assidua, per ragioni geografiche, la presenza dei buyers centro e sud americani, che normalmente affollano le edizioni di Coverings che si tengono in Florida (una volta ogni due anni). Ben 122 le aziende ceramiche italiane che hanno esposto i loro prodotti innovativi nel padiglione di Ceramics Of Italy (affrontando, tra l’altro, gli ingenti costi degli allestimenti a Chicago), a cui si aggiungono altre aziende statunitensi che fanno però capo a gruppi italiani.

“Good show” è l’aggettivo con cui molti imprenditori hanno descritto l’edizione 2016, a testimonianza sia della ricca presenza di clienti sia del buon andamento del mercato americano, ormai da alcuni anni definitivamente uscito dalla crisi.

«Il padiglione italiano – ha detto il direttore di Confindustria Ceramica, Armando Cafiero – è stato, come ormai da tradizione, il centro della manifestazione fieristica, anche perché le nostre imprese hanno sempre le novità principali e sono quindi il vero centro della fiera. L’apprezzamento dei prodotti italiani, tra l’altro, è arrivato anche dagli architetti che hanno preso parte al tradizionale “Design award” e il fatto che importanti professionisti, di Chicago e non solo, abbiano parlato con entusiasmo del  prodotto italiano è motivo di orgoglio e soddisfazione».

Un altro buon segnale che arriva dalla fiera americana è la prosecuzione degli investimenti delle aziende ceramiche italiane, sia in Italia sia negli Stati Uniti, con l apertura di nuovi stabilimenti e l’ampliamento di quelli esistenti .

«Le nostre imprese – ha precisato Cafiero - investono qui e in altre parti del mondo per una vera internazionalizzazione, per essere più presenti nei mercati fondamentali. Non è in alcun modo una delocalizzazione, poiché il mercato europeo continua a essere importante e la produzione americana serve esclusivamente questo mercato, nel quale molto spazio è comunque ancora coperto dall’export italiano, leader indiscusso per i prodotti top level. Il mercato nordamericano sta andando molto bene e i dati emersi durante la fiera parlano di costruzioni in costante crescita anche per il prossimo futuro. Ci sono tutte le condizioni perché la ceramica possa ampliare le sue quote di mercato negli States, continuando a imporsi sui materiali più tradizionalmente utilizzati nel nord America. Il dollaro forte, poi, sta aiutando l’export e gli accordi Ttip sui dazi, che speriamo si concludano a breve, potrebbero dare un’ulteriore spinta alle vendite della ceramica italiana».

Sull’andamento degli altri mercati esteri mancano ancora i dati definitivi del primo trimestre, ma la propensione delle aziende a investire è un indicatore.  Il Coverings tornerà nel 2017, dal 4 al 7 aprile, nella sua location tradizionale, Orlando in Florida.

«Come associazione – ha concluso Cafiero - abbiamo insistito per la rotazione della fiera in diverse città. Orlando è la sede naturale del Coverings ed è giusto tornarci ogni due anni perché ci sono tutte le condizioni per fare una ottima fiera, ma è altrettanto importante toccare altre zone degli Usa per incontrare il maggior numero di clienti: per questo nel 2018 saremo ad Atlanta e nel 2020 a New Orleans».

Andrea Gilioli

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