«Comune risanato, ora si investe»
Il sindaco Balugani lascia con l’approvazione di un ottimo bilancio
ZOCCA. Si conclude con delle buone notizie il quinquennio di amministrazione Balugani, a Zocca. Dopo anni di sacrifici e impossibilità di fare investimenti, si aprono ora nuove prospettive per il Comune, grazie ai buoni numeri del rendiconto di gestione 2015, approvato dal consiglio comunale. «Possiamo dire con una certa soddisfazione - ha spiegato il sindaco uscente Pietro Balugani - che il debito si è ridotto drasticamente. Considerata la forbice entro cui la percentuale del rapporto tra spesa per interessi sul debito ed entrate correnti, prevista dall'art. 204 del Testo Unico Enti Locali, può variare da zero al 10% noi abbiamo raggiunto lo 0.93%. La riduzione dell'indebitamento, quale accorta politica di gestione del bilancio, attuata negli ultimi anni, ha liberato le risorse sulla parte corrente del bilancio che potranno essere utilizzate per il finanziamento dei servizi alla collettività. Questo traguardo raggiunto consentirà al Comune di iniziare una politica di investimenti finanziati anche con il debito, considerato che il patto di stabilità che ci ha impedito di farlo fin ad ora sembra avere allentato la sua presa».
Nei prossimi anni, sempre secondo Balugani, si prevedono entrate straordinarie di circa 5 milioni di euro derivanti dalla vendita delle reti del metano e dalla soluzione del contenzioso con Hera. E, oltre a questo, grazie al superamento del patto di stabilità, sarà possibile fare ulteriori investimenti». Una soddisfazione amara per il sindaco Balugani, il quale denuncia anche l'assurdità delle norme vigenti, in base alle quali ad essere maggiormente sfavoriti sono proprio i Comuni virtuosi. «Mi duole sottolineare che, come quasi sempre in Italia, si premia la cattiva gestione e quasi mai il merito sia a livello individuale che delle istituzioni. Le nuove regole di finanza pubblica infatti, attuative del principio costituzionale del pareggio di bilancio, premiano gli Enti più indebitati e con minore capacità di riscossione delle proprie entrate. Questo comportamento finisce per punire i virtuosi e premiare la cattiva gestione e mi pare che se ne vedano gli effetti!».
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