Dehors, regolamento congelato
La proposta della giunta scatena l’ex assessore Severi: «Assurdo, così in centro si torna alla giungla»
Dopo il pronunciamento della Soprintendenza in materia di “dehors”, con il quale è stata scongiurata la crisi delle attività in piazza Garibaldi, arriva una nuova tegola.
L’amministrazione comunale ha sospeso il regolamento.
«Sembra incredibile – denuncia Claudia Severi, capogruppo di Forza Italia - ma è questa è la proposta che la giunta ha portato in commissione urbanistica e che vorrebbe portare in consiglio comunale. Una proposta a mio avviso scellerata, frutto dell’incapacità di programmare le politiche urbanistiche e di gestire anche l’ordinaria amministrazione; la proposta di sospendere il regolamento danneggerebbe non solo gli esercenti che hanno già pagato di tasca loro l’adeguamento degli spazi e delle strutture all’aperto, ma tutta la città che, senza regole, dovrebbe rinunciare all’ordine ed al decoro che il centro storico deve avere per essere attrattivo. Se ci sono problemi nell’applicazione del regolamento, questi problemi si risolvono per tempo nelle sedi opportune, dove è stato elaborato, anche semplicemente introducendo degli emendamenti. Certamente non si evitano, sospendendo all’ultimo minuto il regolamento stesso, come la giunta vorrebbe fare». E c’è dell’altro. «Il regolamento dei dehors – aggiunge Severi - è stato approvato il 17 dicembre 2013 dalla giunta Caselli al fin di introdurre norme di carattere tecnico ed estetico per garantire oltre ad una disciplina armonica, il decoro urbano della città. È davvero curioso che oggi un’ amministrazione, investita da un’indagine della Procura tutt’ora in corso, con dipendenti inquisiti proprio per pratiche legate ai dehors, anziché fare un passo in avanti nell’applicazione trasparente del regolamento, ne faccia due indietro, rinunciando paradossalmente al regolamento stesso. E decida, a pochi giorni dal consiglio comunale di giovedì di sospenderlo. Senza regolamento assisteremo ad un possibile fare west, con spazi pubblici occupati al bisogno da tavoli e strutture senza regole né estetiche né funzionali».
Alfonso Scibona
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