Inchiesta Aemilia: Carlo Giovanardi attacca i carabinieri
«Chi ha scritto l’informativa? Analfabetismo costituzionale» Ma l’amico Ventura accusa: «È al di là delle sue prerogative»
Ha rinvedicato il diritto di telefonare in Prefettura per sollecitare la “riammissione” della Bianchini, ma non gli è andato giù quello che i carabinieri scrivono di lui. E così il nuovo bersaglio di Carlo Giovanardi sono proprio gli investigatori dell’Arma - o meglio uno in particolare - che hanno stilato un rapporto sul ruolo del parlamentare sul caso “white list”. In un comunicato di commento alle prime sentenze sull’inchiesta Aemilia, il senatore torna su quel report che lo descriveva come “il fautore di una inspiegata azione politico-istituzionale”, che “ha certamente contribuito a inasprire gli animi e a creare una cortina di diffidenza e di pressioni sul prefetto di Modena affinché procedesse a restituire il salvacondotto ai Bianchini”.
«Quando si tratta di atti amministrativi come le interdittive per mancata iscrizione alla white list - scrive Giovanardi - deve prevalere l’equilibrio e la trasparenza. Per questo voglio sapere da chi è stata scritta quell’incredibile informativa dei Carabinieri, viziata da analfabetismo costituzionale, che contesta le prerogative parlamentari e se per caso non abbia attinenza con le affermazioni di Walter Pastena che, al telefono con Gianluca Gemelli, ex compagno del Ministro Federica Guidi, parlava di “un regalo che i carabinieri sono venuti a portarmi un ufficio” aggiungendo “tu non ti ricordi quello che io ti dissi, che c’era un’indagine, quelli che hanno arrestato a Mantova e a Reggio Emilia, i Cutresi, quelli della ‘ndrangheta no?, perché chi ha fatto le indagini è il mio migliore amico e adesso ci stanno le foto di Delrio con questi».
Il senatore lancia sospetti sui carabinieri, forse non sapendo che è l’amico Mario Ventura, Capo di Gabinetto della Prefettura, che davanti ai magistrati Antimafia, parlando delle “decine” di telefonate fatte da Giovanardi per perorare il riesame delle varie imprese escluse dalla white list, (Bianchini compresa, ndr), dice: «Lui ritiene che per il fatto di essere... In qualche caso ho avuto la sensazione anche che lui andasse un attimino al di là delle sue prerogative di parlamentare...». Non è quindi l’Arma, le cui indagini hanno trovato conferma nelle prime sentenze su Aemilia, a trarre conclusioni autonome, ma è l’amico Ventura a svelare un’insistenza telefonica che quantomeno altri colleghi di Giovanardi non hanno.
Francesco Dondi
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