Gazzetta di Modena

Modena

La ciclabile dà i numeri, via Giardini nel caos

Davide Berti
La ciclabile dà i numeri, via Giardini nel caos

In alcuni tratti mancano pochi centimetri ai due metri, misura già in deroga: la responsabilità della politica che ha voluto il progetto anche senza i giusti spazi

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MODENA. Il Comune ha risposto alla nostra inchiesta, replicando minuziosamente ai tanti problemi evidenti ad occhio nudo per chi fa un giro sulla pista ciclabile di via Giardini. E al rilievo sulla ampiezza della pista ciclabile ha risposto centimetro per centimetro, sostenendo che la pista era sempre e comunque di due metri. Ammettendo, quindi, di aver realizzato non una ciclabile perfettamente in regola ma una ciclabile in deroga: due metri sono una deroga solo per brevi tratti, due metri e cinquanta rappresentano invece la larghezza minima prevista dalla Legge che ogni ciclabile che si rispetti dovrebbe avere. Dal Gallo a viale Barozzi non è proprio così, e non è proprio un tratto breve.

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Così abbiamo deciso di rispondere in maniera altrettanto minuziosa e puntigliosa, andando a vedere se quei due metri che tranquillizzano il Comune, ma non i cittadini, sono tutti sempre e comunque riscontrabili lungo il percorso.

Armati di metro, abbiamo nuovamente verificato quanto già scritto venerdì, cioè che in alcuni casi la larghezza minima non c’è: 197 centimetri, ad esempio, di fronte all’edicola; 197 centimetri al Gallo a ridosso dell’attraversamento, 194 centimetri di fronte al Fotomuseo. È una differenza rilevante? No, certo. Pochi centimetri, ma visto che per il Comune fanno la differenza, la fanno anche per i cittadini. E non è certo colpa di chi si è spaccato la schiena per realizzare muretti e filette. Non è il centimetro più o il centimetro meno che un operaio non può controllare al millimetro. È il centimetro del buon senso della politica che è mancato. Se c’è una responsabilità, è appunto della politica che ha voluto andare avanti sempre e comunque con un progetto iniziato male, finito peggio e per stessa ammissione del Comune «in deroga».

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Il Comune ha messo nero su bianco anche il motivo della necessità di una pista ciclabile di due metri, di mezzo metro inferiore ai limiti di Legge: «La larghezza minima è presente solo nel tratto da piazzale Risorgimento fino a viale Barozzi, dove era impossibile ricavare larghezze maggiori». Come a dire: l’abbiamo fatta comunque, anche se non ci stava.

Ma c’è di più. Il Comune scrive anche perché, di fatto, non si arrivi praticamente mai lungo il tracciato alla larghezza richiesta dalla Legge, 2,50 metri: «La sezione è variabile tra 2.10-2.15-2.20-2.35-2.50 metri in base alle misure minime delle corsie veicolari e dei parcheggi da lasciare invariate in questo tratto di strada». Come a dire: i parcheggi dovevano rimanere, la strada non la potevamo stringere, così abbiamo dato una strizzata alla ciclabile. E questo è il risultato.

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