Gazzetta di Modena

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“AMICI Del CUORE”

«Lotta al fumo, i giovani sono una risorsa»

di Gabriele Farina
«Lotta al fumo, i giovani sono una risorsa»

Roberto Baccarini: da loro possono arrivare messaggi importanti ed efficaci per i coetanei

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«Un’immagine costruita dai ragazzi lascia più il segno di tante parole». È il messaggio di Roberto Baccarini degli Amici del Cuore. L’associazione ha messo in palio un notebook per il concorso fotografico #invecedifumare. Il premio è riservato alla studentessa o allo studente delle superiori che pubblicherà su Instagram, con l’hashtag #invecedimare, una foto che suggerisca l’alternativa migliore alla sigaretta.

La preoccupazione di Baccarini è diretta soprattutto alle giovani. «Il fumo è aumentato tra le ragazze e, se portato avanti nell’età fertile con la pillola anticoncezionale, comporta un grosso rischio cardiologico. Così si snatura la protezione femminile e si azzera la differenza nel rischio di malattie al cuore con gli uomini».

Il problema del tabagismo è ben lontano dall’essere risolto.

«Il concorso non è certo risolutivo - ammette Baccarini - ma siamo nella società delle immagini. Un’immagine costruita dai ragazzi e non preconfezionata lascia più il segno delle parole. Tuttavia, anche le parole servono: l’immagine può essere accompagnata dalle parole. Si può dare un segnale: non iniziare a fumare, mai».

Da tempo anche l’Ausl di Modena punta sull’educazione tra pari o “peer education”, secondo il termine anglosassone. Non è più l’esperto a parlare, ma lo studente più grande. Qualcuno che ha affrontato il problema, ha scalato una vetta e si volta indietro per dare una mano a chi è in difficoltà.

«A volte ci sono esperienze millantate - prosegue Baccarini - e oggi l’accesso a fonti di tipo scientifico è più facile. Basti pensare che c’è internet».

È cambiato anche il modo di comunicare gli effetti.

«Più che mostrare i danni presenti in un paio di polmoni danneggiati dal fumo - riprende Baccarini - si possono far vedere i danni dal punto di vista estetico. Nell’età scolare i ragazzi ritengono che “non tocca mai a noi”, si considerano “immortali”. Tuttavia, prima esisteva il mito della sigaretta come espressione del macho. Ora si possono mostrare i danni all’alito, alla pelle. Serve anche la gestualità. È necessario un approccio multidisciplinare».

Torniamo così ai giovani che possono fare da esempio.

«Il gruppo è più determinante della famiglia e della scuola e abbiamo visto come i ragazzi ora sappiano più di arresti cardiaci. Ma legato al fumo c’è un aspetto più grave: è il passaggio a qualcosa di più forte - spiega Baccarini - come la droga».

Non smettere subito può diventare un problema da grandi. La formazione può fare molto, da diversi punti di vista: «Quando spieghiamo ai ragazzi cosa fare in caso di attacco cardiaco, si sentono protagonisti di un’esperienza di alto profilo civile».

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