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Il volontario che cura la lapide

«Sassuolo si ricordi del martire Fontana»

«Sassuolo si ricordi del martire Fontana»

Secondo quanto hanno raccontato e tramandato i vecchi sassolesi il partigiano Geppo Fontana, venne detenuto e torturato a palazzo Ducale nel giugno del 1944. Gli strapparono le unghie e gli...

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Secondo quanto hanno raccontato e tramandato i vecchi sassolesi il partigiano Geppo Fontana, venne detenuto e torturato a palazzo Ducale nel giugno del 1944. Gli strapparono le unghie e gli inflissero tormenti tali che quando ne venne fuori aveva i capelli bianchi. Aveva solo 19 anni.

Volevano nomi dei suoi compagni ma non ne fece e quindi, racconta sempre la storia tramandata, venne fatto passare attraverso Sassuolo su una camionetta con un cartello con scritto “vado a morire”.

Infine venne fucilato dai nazi-fascisti. A Geppo Fontana a Sassuolo è dedicata una lapide, che si trova sul muro dello stadio Ricci, vicino all’ingresso. Non è il luogo originale, ma dove era stata installata in origine venne costruito un garage e quindi Geppo venne spostato. Anche alla lapide di Geppo nell’anniversario della Liberazione viene deposta una corona, ma negli ultimi anni questo ricordo, decentrato rispetto ai percorsi storici della Resistenza, era trascurato.

Da tre anni si occupa della manutenzione e pulizia della lapide e dell’aiuola Umberto Candeli: «La storia me l’hanno raccontata i vecchi sassolesi e ho pensato che questa targa meritasse attenzione. L’ho lucidata, ho messo dei fiori e vorrei anche che le auto parcheggiassero più distanti dai fittoni che la delimitano. Nei giorni della Liberazione mi sembra giusto ricordare anche questo ragazzo, di cui pochi conoscono la vicenda ».

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