Gazzetta di Modena

Modena

Alberto Longoni e la vittoria dell’amore

di Serena Arbizzi
Alberto Longoni e la vittoria dell’amore

Museo del Deportato: la mostra sull’artista che dà «uno spiraglio di speranza dopo gli orrori»

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«Il nonno quando è tornato a casa dal campo di concentramento pesava 35 chili, eppure non ha mai menzionato l’odio come stato d’animo per spiegare l’orrore in cui era stato coinvolto. Lui faceva e fa emergere, tramite le sue opere, la vittoria dell’amore attraverso il viaggio, il sogno i paesaggi».

Sono parole di Michela Cerizza, co-curatrice della mostra dedicata ad Alberto Longoni, nonché nipote dell’artista, mostra che è stata inaugurata ieri al Museo Monumento al Deportato, luogo visitato da persone di tutto il mondo perché lì è custodita la Memoria relativa alla deportazione nei campi di prigionia.

La mostra ospita una selezione di opere di Alberto Longoni, deportato a Buchenwald, che vanno dal 1949 al 1989.

L’esposizione sarà visitabile fino al prossimo 5 giugno e oggi, in occasione del 25 aprile, con ingresso gratuito nella fascia oraria dalle 10 alle 19.

«La Sala dei nomi è una cattedrale laica – ha aggiunto il sindaco Alberto Bellelli, riferendosi alla celebre stanza del Museo – riportare qui Longoni significa un ritorno alle radici dello stesso Museo».

L’esposizione rappresenta un tributo a un artista «che ha saputo rappresentare la sera del tempo, ma anche lo spiraglio della speranza», ha aggiunto il presidente della Fondazione Fossoli, Pierluigi Castagnetti. Mentre la direttrice della Fondazione, Marzia Luppi, ha esordito spiegando la volontà di dare, anche attraverso questa mostra, «quello spessore artistico al Museo, un aspetto cui deve la sua modernità».

In rappresentanza della Regione alla cerimonia di inaugurazione è intervenuto l’ex sindaco Enrico Campedelli e il critico Mario Bertoni ha offerto ai presenti un’interpretazione delle opere.

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