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Esselunga di Sassuolo, salvatempo contestati

di Gabriele Bassanetti
Esselunga di Sassuolo, salvatempo contestati

Clienti protestano per controlli e ripetute riletture: «Parametri da rivedereex sindaco Luca Caselli ha detto pubblicamente di aver fatto a pezzi la sua tessera.

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SASSUOLO. Ormai è guerra aperta fra i clienti sassolesi e il salvatempo dell’ipermercato Esselunga. Probabilmente i parametri sono troppo severi o c’è qualche anomalia di funzionamento, ma le segnalazioni sono così tante che non si possono ignorare: a numerosissimi clienti è capitata più di una volta la rilettura della spesa. Vale a dire che dopo aver passato il lettore sul codice a barre degli articoli, messo via tutti i prodotti, ricevuto lo scontrino, ti avvii all’uscita e un allarme suona. A quel punto ti tocca tirare fuori tutto e far ricontrollare un articolo alla volta. Tanti si sono lamentati, una cliente alla sesta rilettura si è rivolta anche alla Gazzetta.

«Sono tutte spese ingenti, sopra i 150 euro e ormai in sei occasioni mi è toccata la rilettura totale o parziale. Non è mai stata riscontrata alcuna anomalia. Le prime volte mi ha seccato ma ho accettato, ma la quinta volta ho chiesto spiegazioni. È venuta la responsabile e ho capito che non si tratta di sfortuna ma esistono alcuni criteri su cui il computer sceglie le riletture».

Per esempio, «se usi il salvatempo si presuppone che tu finisca la spesa in quindici minuti e se vai oltre è facile che scatti la rilettura; se annulli e rimetti indietro qualche articolo facilmente scatta la rilettura. Mi sembrano parametri troppo severi. Se anche usi il salvatempo si può pure immaginare che tu abbia dei bambini con cui impieghi più tempo, che guardi attentamente le etichette. E se anche rimetti indietro qualche articolo, dopo tre o quattro riletture senza anomalie essere ancora associata a un potenziale furto lo trovo fastidioso».

Sono tante e sono anche diventate virali su facebook le riletture dell’Esselunga, che ha adottato il salvatempo solo da quando ha riaperto a dicembre. L’ex sindaco Luca Caselli per esempio, ha detto pubblicamente di aver fatto a pezzi la sua tessera.

«Dopo le lamentele e molte scuse da parte della responsabile del punto vendita, che ovviamente non ha colpa dell’accaduto e mi è parsa veramente costernata, alla spesa successiva è scattata di nuovo la rilettura, per la sesta volta. Così ho fatto quanto avevo minacciato: ho lasciato lì la spesa, sono andata a rifarla altrove, ho chiesto di parlare con qualcuno alla sede di Milano e mi sono rivolta anche alla stampa. Anche perchè a Milano un numero verde dell’azienda mi ha dato solo alcune spiegazioni tecniche e formali e preannunciato una risposta per lettera. Io in realtà chiedevo delle scuse e di porre rimedio a una situazione che ormai è più che fastidiosa. È un peccato perchè a tutti piace il nuovo ipermercato».

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