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Modena, preso a botte sul treno per rapinarlo del telefono

Modena, preso a botte sul treno per rapinarlo del telefono

Poco prima della stazione l’aggressione a un viaggiatore solo in un vagone vuoto I malviventi erano in quattro, uno trovato dalla polizia nei wc e portato in carcere

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MODENA. Si è trovato da solo nel vagone del treno che da Bologna stava andando a Milano e prima della fermata di Modena sono entrati quattro nordafricani che lo hanno circondato e picchiato per rapinargli il suo cellulare Samsung Galaxy S2. A Modena è sceso, ha dato l’allarme e in pochi minuti la Squadra volante della polizia di Stato, salita sul vagone, ha trovato e arrestato uno dei rapinatori. Si era chiuso in bagno, un trucco vecchio come il mondo che non gli è servito a niente.

È accaduto ieri all’alba. L’incubo di un etiope 26enne regolare, residente a Enna, è iniziato alle 6, quando il treno da Bologna a Milano ha passato Castelfranco avvicinandosi a Modena.

Il treno è di quelli poco frequentati; domenica mattina presto viaggiano pochi. Addirittura quel vagone era completamente vuoto; c’era solo lui, seduto su un sedile.

All’improvviso si è aperta la porta del corridoio e sono entrati quattro giovani stranieri.

Il viaggiatore africano se li è visti intorno in un attimo. Come ha poi raccontato ai soccorritori e alla polizia, non capiva più niente, volavano botte da tutte le parti, soprattutto verso la sua testa. Erano tre o quattro? Difficile dirlo, la vittima sostiene fossero quattro.

Fatto sta che, quando ormai stordito dalle botte, i quattro gli hanno finalmente preso il cellulare per il quale erano andati a picchiarlo, questi sono spariti in un attimo.

Subito dopo si è sentito il rumore della frenata e il treno si è fermato alla stazione. La vittima è scesa frastornata. Come è quasi certo che sono scesi i suoi rapinatori (tranne uno, come vedremo).

L’uomo, pieno di lividi e sconvolto, è arrivato all’ingresso della stazione e in piazza Dante, stremato, ha chiesto aiuto. Qualcuno ha chiamato la polizia che ha avvisato una pattuglia della Squadra volante. Per combinazione, una passava di lì. Gli agenti hanno fatto in tempo a salire sul vagone del treno in sosta e controllarlo. Apparentemente non c’era nessuno. Poi un agente si è ricordato del vecchio trucco. In effetti la porta del gabinetto era chiusa. È stata sfondata e dentro gli agenti hanno trovato un 22enne marocchino clandestino. La vittima aveva raccontato che l’unico gesto di difesa dalla gragnuola di colpi che riceveva era stato dare un morso alla pancia dei uno dei suoi aggressori. Quando gli hanno fatto alzare la maglia, hanno visto che il marocchino aveva un morso. È stato arrestato per rapina aggravata e portato a Sant’Anna.

Carlo Gregori

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