Gazzetta di Modena

Modena

Studi di settore, ecco le novità

Studi di settore, ecco le novità

Cinque gli ambiti per i correttivi con cui adeguare i parametri alla realtà economica attuale

2 MINUTI DI LETTURA





Promettono maggiore realismo, e quindi più aderenza alla reale congiuntura che ha caratterizzato il 2015, i correttivi anticrisi approvati all’unanimità dalla Commissione degli esperti per gli Studi di settore nella seduta dello scorso 31 marzo.

Entro il prossimo mese di giugno imprese e società saranno chiamate a calcolare le imposte relative all'anno 2015. I nuovi meccanismi sono stati calibrati per adattare i cosiddetti Studi di settore allo scenario economico in cui hanno operato imprese e professionisti. I correttivi sono riconducibili a cinque categorie: correttivi congiunturali di settore, correttivi congiunturali territoriali, correttivi congiunturali individuali, interventi relativi all’analisi di normalità economica, interventi relativi all’analisi di coerenza economica.

Per quanto concerne i correttivi congiunturali, faranno da riferimento la contrazione dei margini e del minor utilizzo degli impianti. Nei correttivi territoriali la novità arriva dall’introduzione di un fattore di correzione applicato al ricavo/compenso teorico per singola area territoriale. I correttivi individuali, invece, consistono nell’adattamento della funzione ricavo/compenso in presenza di una contrazione del livello di efficienza produttiva riferibile al singolo soggetto.

I correttivi relativi all’analisi di normalità economica fanno riferimento invece all’indicatore “durata delle scorte” e sono applicabili nel caso di aumento di merci e prodotti invenduti in magazzino e contrazione delle vendite. Infine, per quanto concerne l’analisi di coerenza economica, è prevista la modifica delle soglie degli indicatori di coerenza, attraverso l’individuazione di un correttivo per indicatore e per Studio di settore. In buona sostanza più attenzione alle realtà intrinseche e più ponderazione nella rielaborazione dei ricavi per settore. Insomma, questi famigerati algoritmi che decretavano la "congruità e coerenza" dell'impresa sono stati modificati per l'ennesimo anno al fine di rispecchiare in maniera più reale il panorama economico italiano di un anno fiscale non certo segnato da una ripresa così netta come avremmo tutti sperato e voluto.

Ora, il nuovo software Gerico, alla prova degli esperti, dei tecnici e infine dei consulenti che dovranno utilizzarlo potrebbe essere finalmente il vero specchio delle imprese italiane? È presto ancora per dirlo, soltanto da pochi giorni questo è stato messo a disposizione, in gran parte gli studi e le associazioni di categoria sembrano esprimere opinioni positive. Ma emergono ancora alcuni dubbi sul fatto di dovere affidare a un algoritmo, a un programma elettronico il giudizio sulla "bontà fiscale" di un'impresa.

Giorgio Guandalini

dottore commercialista

revisore contabile

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google