«Da 5 anni siamo in attesa di conoscere i colpevoli»
I parenti delle vittime, Gianfranco Bencivenni, Enzo Grossi, Giovanni Faglioni, sperano che finalmente il processo individui i responsabili dell’incidente
«Sono passati cinque anni dal giorno della tragedia, ma il dolore che proviamo è ancora intatto, come fosse accaduto ieri». I parenti di Gianfranco Bencivenni, 69 anni, Enzo Grossi, 79 anni, Giovanni Faglioni, 78, morti il 25 Aprile del 2011 a causa di un’auto “impazzita” che piombò sulla folla, ieri mattina erano in piazza, nel punto in cui avvenne l’impatto. Il sindaco Bellelli ha ricordato il tragico incidente deponendo una corona di fiori e con un minuto di silenzio. La piazza, il corteo della festa della Liberazione, la banda e il coro, si sono tutti fermati. Un silenzio irreale e “pesante” che ha riportato la memoria di tanti a quella mattina in cui si verificò l’incredibile schianto: un’auto condotta da una disabile parcheggiata di fronte al Duomo parte a razzo diretta verso il piano rialzato della piazza. I morti saranno tre e i numerosi i feriti.
«Mi scusi - dice Giorgia Bencivenni, moglie di Gianfranco - ma non riesco a trattenere le lacrime. Ogni anno si rinnova il dolore di quell’assurda tragedia: mio marito era in piazza per la Festa della Liberazione ed è stato ucciso in un incidente stradale in una zona pedonale. Qualcuno ci deve ancora spiegare cosa è accaduto e di chi sono le responsabilità».
La figlia Barbara rincara la dose: «Noi - spiega - non odiamo nessuno, ma non capiamo perché a distanza di cinque anni siamo ancora qui ad aspettare l’esito del processo. Ci sembra davvero un periodo di tempo troppo lungo per un incidente in cui sono morte tre persone». Le famiglie, lo ricordiamo, hanno già avuto e accettato il risarcimento danni in sede civile. A questo punto si tratta di attendere l’esito del processo che è iniziato recentemente.
«La nostra - dicono Giorgia e barbara Bencivenni - è solo una richiesta di chiarezza. Vorremmo sapere una volta per tutte cosa è accaduto quella mattina in piazza e di chi sono le responsabilità di quella tragedia. Com’è possibile che una macchina piombi sulla gente in una zona in cui c’è una manifestazione pubblica? Chi ha dato la patente a quella donna che era al volante? Perché non c’erano protezioni per il pubblico? Noi vogliamo sapere, è un nostro diritto».
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