In piazza sfila l’orgoglio «Partire da questi valori»
In migliaia alle iniziative per la Liberazione, tra comizio e “pranzo resistente” Muzzarelli: «Scatto morale contro mafie e indifferenza». Applausi per la Villoresi
Un 25 aprile affollatissimo quello di ieri a Modena in piazza Grande. Un atteso 71° anniversario della Liberazione festeggiato da tanti, dove si è fatta sentire alta la voce del forte dissenso verso il governo da parte di formazioni di estrema sinistra all'indirizzo del tradizionale corteo delle autorità, che ha comunque compiuto il suo percorso tradizionale rendendo il dovuto omaggio davanti al sacrario dei partigiani sotto la Ghirlandina. Al corteo e al comizio hanno sventolato alcune bandiere del Pd, del Pd Giovani e dell'Anpi. Muzzarelli, abile oratore è stato più che convincente declinando il 71° anniversario della festa della Liberazione come atto definitivo dell'emancipazione femminile in Italia. «Questi furono i primi vagiti di una giovane Repubblica parlamentare giunta quest'anno a compiere 70 anni - incalza Muzzarelli - che acquisì finalmente voce di donna con il suffragio universale femminile. L’Italia ha bisogno di uno scatto morale, contro la corruzione, contro le mafie, contro l’indifferenza. E uno scatto morale è possibile se sappiamo rivivere gli ideali della Resistenza e della Liberazione».
Al sindaco, a questo punto del discorso, è sembrato doveroso ringraziare Aude Pacchioni, presidente provinciale dell'Anpi (presente sul palco delle autorità) per lo straordinario impegno profuso durante tutta la vita in favore della democrazia, dell’antifascismo e dei diritti dellle donne e, in questo senso, «simbolo delle donne modenesi». Quella di ieri è stata una festa della Liberazione dal nazifascismo potentemente declinata al femminile. Non a caso incominciata in mattinata con la riuscitissima biciclettata per le donne in partenza dalla Prefettura arrivo in piazza Grande a cura dell'Udi e del Centro Documentazione Donna. Da ricordare le 200 persone che ieri hanno partecipato all'Ostello San Filippo Neri alla Manifattura Tabacchi al “Pranzo resistente” organizzato dalla professoressa Metella Montanari vicepresidente dell'Istituto storico: inedita lezione gastronomica su qualità e quantità di cibo a disposizione dei partigiani resistenti che mangiavano poco più di mille calorie al giorno: circa 13 grammi di carne, 50 di pasta e poco altro secondo la logica del razionamento in tempo di guerra che era sinonimo di morte ma soprattutto di fame. E di fame e di morte si è parlato anche durante lo spettacolo con cui si è concluso lo speciale 25 aprile 2016 in piazza XX Settembre gremita più dell'usuale dove l'attrice Pamela Villloresi, tra intemezzi musicali di canzoni partigiane, ha letto testimonianze di donne della Resistenza modenese.
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