Gazzetta di Modena

Modena

Novi Sad, cassa d’espansione della droga a Modena

di Stefano Totaro
Novi Sad, cassa d’espansione della droga a Modena

Ecco il quadro delle varie bande, delle frequentazioni, degli affari: ieri c’erano ancora alcuni protagonisti della maxi rissa

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Spesso un dormitorio, a volte un’arena, quasi sempre un porto dove rifugiarsi e trovare compagni di navigazione. Ma anche un magazzino dove nascondere la merce dei propri affari e, da qualche tempo a questa parte, anche un luogo di “socializzazione”.

Il fiume della droga. Novi Sad, la cassa d’espansione del mercato della droga, il luogo frontiera dove si arriva e si parte: strategicamente è area utilissima per raggiungere a piedi o in bici il centro, tagliando in linea retta movida e piazza, oppure in un attimo ci sono le aree delle stazioni, sia quella dei treni che dei bus. Oppure si può puntare a nord, arrivando alla Cittadella, all’area ex Cialdini per poi espandersi in via Ruffini, parco Ferrari e così via.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13356592:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/04/25/news/una-maxi-rissa-al-novi-sad-tra-una-ventina-di-stranieri-1.13356592]]

Le varie realtà che hanno a che fare con il mondo della droga convergono o partono dal Novi Sad: le bande che normalmente occupano un altro territorio per spacciare in città atterrano nell’area verde. È come per tastare il polso del mercato, è Piazza Affari: i vari piccoli o medi spacciatori, i vari galoppini, quelli delle consegne in bicicletta si incontrano fra loro, si scambiano informazioni per saggiare come vada il mercato e per avere il quadro sulle nuove forniture. I personaggi delle varie bande si intersecano, a volte iniziano a fare scambi, a “lavorare” in altri sodalizi.

Nascosta ovunque. E non solo, l’area del Novi sad è anche luogo di commercio: anche in loco infatti si combinano appuntamenti, i vari protagonisti incontrano, combinano e riforniscono i clienti. Sempre il giusto necessario addosso, in caso di blitz improvvisi si è così garantiti: la droga è invece nascosta in qualche anfratto, tra i muretti, tra le aiuole e i cespugli, di spazio ce n’è a scelta. Sempre al Novi Sad si incontrano i gruppetti formati da giovani studenti delle superiori che fanno capannello e che possono contare sull’amicizia del piccolo pusher, loro coetaneo, che li rifornisce generosamente di marijuana o di hascisc.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:infografica:1.9709045:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/infografica/2014/08/04/news/droga-la-mappa-dello-spaccio-a-modena-segnalaci-i-luoghi-dove-si-spaccia-in-citta-1.9709045]]

E ancora: oltre ad essere nascosta per essere recuperata e venduta all’occorrenza, la droga qui viene anche consumata sul posto. Le piccole rampe di sicurezza, gli sbocchi, cinque o sei, del Novi Park che dal sotterraneo permettono l’uscita in superficie in caso di emergenze nell’area verde del parco, hanno una duplice funzione: sono luoghi protetti dove poter confezionare le dosi e soprattutto luoghi tranquilli dove poter inalare l’eroina. Una pratica diffusa, che sembra meno invasiva rispetto l’iniezione ma che invece non è: l’eroina viene scaldata sulla stagnola e poi sniffata. Basta scendere lungo le scale che, oltre a vari rifiuti, anche organici, e a qualche busta di siringa, si può trovare una costellazione argentata formata dai resti di chi ha sniffato e poi lascia la carta stagnola con la striscia sbruciacchiata. Più di un anno fa segnalammo la situazione con articolo ed eloquenti immagini: nulla è cambiato da allora, segno che anche “il trend” resta sempre in auge. Chi vuole sniffare compra, va nei loculi sotterranei, compie il suo rituale e poi ritorna in superficie.

Maxi rissa. E la maxi rissa di sabato sera, in orario da aperitivo? Ieri mattina, mentre l’anello ospitava un festivo mercato del lunedì, alcuni protagonisti erano praticamente ancora al centro dell’arena, comodamente seduti sulle poltroncine del chiosco-bar in mezzo al verde e che richiama tanti avventori. Erano tre, quattro esponenti della banda del Murazzo, più volte finita nel mirino delle forze dell’ordine. Un giro, una sosta per godersi il sole, magari per poi spostarsi ed iniziare un giro di contatti. Quel locale infatti così come il bar Stadio non sono luoghi che frequentano i maghrebini delle bande. Solitamente questi bazzicano in quelli nei pressi della stazione delle corriere. Il Novi Sad non è un posto dove stare fissi, dove creare abitudini: per evitare che chi controlla sappia immediatamente dove e come colpire, nell’area c’è un continuo “falso movimento”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google