Stagione tra alti e bassi Dagli skipass 4,2 milioni
Il bilancio di un anno di lavoro: partenza eccezionale poi il disastro di Natale Quattrini: «Il Cimone è un’attrazione, ma occorre potenziare gli impianti»
Un inizio eccezionale e un’ottima fine, ma con in mezzo purtroppo un Natale zoppicante e una serie di weekend segnati dal maltempo che ha scoraggiato gli arrivi sulle piste.
È questa l’istantanea che ha chiuso la stagione sciistica sul Cimone, dove ieri la nuova spruzzata di neve ha fatto solo paesaggio, perché gli impianti hanno chiuso il 10 aprile.
A bocce ferme, in questi giorni si sono fatti i conti skipass, che alla fine non fanno né gioire né disperare, fotografando un quadro stazionario: «L’incasso è stato attorno ai 4,2 milioni di euro – spiega il direttore del Consorzio Luigi Quattrini – sostanzialmente in linea con quello dell’anno scorso, anche se stavolta c'è stato un mese in più di lavoro perché eravamo riusciti ad aprire i primi di dicembre, facendo anche bene. Cosa dire? È un bilancio negativo rispetto a quello che il Cimone dovrebbe fare in una stagione regolare, perché l'obiettivo sono i 5 milioni circa. Ma è positivissimo rispetto a una stagione così altalenante e difficile. Tutti gli altri attorno a noi hanno fatto peggio dell'annata precedente, all'Abetone addirittura un -20%».
La dinamica dei flussi è stata davvero da ottovolante: partenza entusiasmante, grazie a un ponte dell’Immacolata che aveva fatto segnare 25mila presenze. Giorni d’oro, pensando che nel 2014 non si era riusciti neanche ad aprire. Poi però la neve si è fatta attendere per settimane, e se le piste erano lo stesso garantite dai cannoni, i weekend sono stati magri per via del maltempo. Finché a febbraio-marzo le cose non si sono messe climaticamente bene, con sostanziose nevicate seguite a fine settimana di sole che hanno riportato un’impennata di presenze, conducendo a una Pasqua definita da tutti ottima, di gran lunga meglio del Natale. Di qui il riequilibrio dei conti.
«Il sole resta una variabile fondamentale – sottolinea Quattrini – e ci ha dimostrato quanto la stazione rimanga attrattiva. Questo deve spingerci a guardare con fiducia al futuro: se le cose fossero andate male in assenza di condizioni è un conto, ma se appena il tempo funziona andiamo così, dobbiamo crederci. Puntando a ulteriori investimenti e al potenziamento dell’impiantistica, a partire dai cannoni sparaneve che anche nei momenti più difficili, come il Natale, ci hanno garantito apertura e, se non tantissime presenze in pista, ottimi riscontri turistici collaterali nei paesi e negli alberghi».
La speranza è di ottenere dal governo un rifinanziamento della legge 140 voluta negli anni Novanta dall'onorevole Paola Manzini per dare alle Regioni a statuto ordinario contributi sugli impianti che permettessero di reggere la concorrenza di quelle a statuto speciale.
Un obiettivo che ad oggi non sembra così impossibile.
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