Modena, addio a Giulio Artioli pioniere della meccanica
Partì assieme al fratello con un tornio nel garage nel 1969, poi il grande salto nei pezzi per le aziende dell’oleodinamica. Fu dirigente provinciale della Cna. Ora l'azienda è in mano ai figli che continuano il suo lavoro
MODENA. Il suo ultimo impegno è stato quello di aggiornare il nome dell’azienda che aveva fondato nel 1969, trasformando la società in nome collettivo in una “Srl”. Poi, nelle ultime due settimane, la malattia inesorabile ha avuto la meglio sulla forte fibra di Giulio Artioli, imprenditore metalmeccanico che ha nelle apparecchiature di precisione il suo punto di forza. «Eppure a 68 anni era sempre qui in ditta - ricorda commosso il figlio Alberto, 34 anni, che assieme alla sorella Tania porta avanti l’azienda - Il primo a entrare la mattina e l’ultimo a uscire la sera. Il ricordo più affettuoso è stato quello della moglie di uno dei nostri dipendenti quando mi ha detto che per tutti è venuto a mancare un papà. Fuori dalla retorica mio padre era veramente uno con cui potevano parlare di lavoro, di prodotto o anche di guai personali. Lui era fatto così, veniva dalla gavetta».
In un certo senso il signor Giulio, come lo chiamavano tutti in ditta, era un figlio d’arte visto che suo padre Arcadio, contoterzista e meccanico riparatore di trattori, si era trasferito da S.Marino di Carpi a Modena per lavoro e qui aveva subito messo i figli in officina.
A 13 anni Giulio cominciò a lavorare come garzone quando era libero dalla scuola. Poi, operaio specializzato sui torni quando conosce la moglie Stella comincia a coltivare il sogno di mettersi in proprio che diventa realtà nel 1969, quando acquistati i primi torni grazie a un piccolo prestito. L’officina è in garage e parte nel 1969 assieme al fratello Aronne. Anni di sacrifici, a lavorare sino a notte. Però i prodotti piacciono e funzionano. Le componenti su misura di pezzi di precisione, soprattutto nel settore dell’oleodinamica, si fanno un nome. L’azienda cresce e nel 2001, con l’entrata dei figli a pieno titolo in azienda nascono Engin e Nexma che sei anni dopo daranno vita a Nexma Group. Ma Giulio Artioli non resta rinchiuso nei confini professionali. Da sempre in Cna, negli anni ’90 diventa vicepresidente provinciale dell’associazione, presidente di Assomeccanica e presidente di Cna Servizi, associazione che ieri ha espresso vicinanza alla famiglia. Oggi l’azienda conta una ventina di dipendenti e un fatturato che viaggia, ordine dopo ordine, verso i 2,3 milioni all’anno. Un grande cliente è la Poclain che ha acquistato anche una base italiana comprando un’azienda di Gaggio e che è una fornitrice storica per i camion Renault. Ma i pezzi che partono dal capannone di via Allende, oggi non più l’unica sede della Art Meccanica Srl, cominciano a girare in tutta Europa. I funerali si terranno oggi alle 15 alle camere ardenti del Policlinico.
Saverio Cioce
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