Addio alla ex Cisa Cerdisa Scomparirà entro il 2017
La demolizione dell’ultima parte dei capannoni è stata annunciata dal sindaco Accordo amministrazione e proprietà per fissare un limite alla fine dei lavori
Entro il 2017 anche la parte di Cisa Cerdisa nel terreno di Sassuolo verrà abbattuta. Ad annunciarlo è stato lo stesso sindaco Claudio Pistoni durante un incontro con i cittadini.
Una parte dei capannoni dell’ex colosso dell’industria ceramica sassuolese erano già stati abbattutti (quella oltre la strada divisa fra i Comuni di Fiorano e Sassuolo), ora lo stesso destino toccherà a quelli rimasti in piedi (addossata alla collina a cui si accede anche dalla circonvallazione di Sassuolo, con il marchio Smov).
Una demolizione fatta in due step a causa dell’intervento della Guardia di finanza di Rimini, che nel giugno del 2013 durante una perlustrazione in elicottero, notò i materiali industriali stoccati all’interno dei capannoni e l’amianto sulle coperture. Quindi, mentre in una parte di Cisa Cerdisa si procedeva con l’asportazione dei tetti in amianto, con la loro bonifica (conclusa nel giugno del 2014) e con la successiva demolizione dello stabile, l'altra rimaneva intatta. Ora che il sequestro è stato archiviato l’iter è ripartito. I materiali industriali sono stati bonificati, mancano solo le coperture in amianto prima che le strutture spariscano definitivamente. Sì, perché la struttura è destinata a scomparire e ora c’è anche un tempo limite per la sua permanenza.
È l’articolo 18 firmato da proprietà e dall’amministrazione a prevederlo, qualunque sia il tempo poi necessario per costruire. Vale a dire che se anche la proprietà volesse dilazionare i tempi di realizzazione, per non perdere la validità del Piano operativo comunale presentato, si dovrebbe procedere comunque alla demolizione.
La parte già demolita intanto è stata completamente sgomberata, sono stati lasciati in piedi solo due muri esterni, con l’intenzione probabilmente di valorizzarli in un contesto di recupero di un’area industriale. È stata preservata la macchia di alberi sul confine fioranese della proprietà all’interno della quale si trovava un campo da tennis dell’azienda, di cui sono ancora visibili le tracce. Come del resto, nell’altra area ancora da demolire, esistono ancora i resti della piscina che la Cisa Cerdisa aveva aperto entro i suoi confini.
Erano tempi diversi, anni in cui l’azienda dava lavoro e anche il dopo-lavoro. Erano i tempi dei Cral, degli spacci aziendali, un’epoca ormai tramontata e che entro il 2017 verrà definitivamente spazzata via con la scomparsa anche di queste testimonianze industriali.
Gabriele Bassanetti
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