Dall’Europa in città, esperienze di vita per giovani volontari
Rosa e Marta, dalla Spagna e dalla Polonia fino a Modena: «Qui si cresce grazie al forte impegno per gli altri»
Due ragazze che stanno da qualche mese prendendo parte come volontarie europee ai progetti delle associazioni del territorio coordinati dall’Associazione Servizi Volontariato Modena. Due storie diverse alle spalle. Due modi di intendere il Servizio Volontario Europeo. Sono Rosa Torreblanca Kirchmeyer, 25 anni, da Malaga (Spagna) e Marta Szymkiewicz, 20 anni, polacca.
Perchè hai scelto Modena e l’Asvm come sede del tuo progetto servizio volontario europeo?
Rosa: «Come Asvm avete tanti progetti inerenti l'area legale, che quindi riunivano sotto un unico cappello la mia formazione universitaria ed il campo sociale cui sono sempre stata interessata. Sto seguendo diversi progetti: dalle consulenze legali che vengono date alle associazioni direttamente dall'Asvm, ai progetti, ad esempio sull’amministratore di sostegno, il lavoro con gli stranieri del progetto Migrantes ma anche un progetto sui diritti con Arcigay. Una cosa che amo è partecipare ai laboratori che le diverse associazioni organizzano all'interno delle scuole -medie e superiori- in cui si parla di mediazione e risoluzione dei conflitti, bullismo, interculturalità».
Marta: «Credo che ogni ragazzo che prende parte al progetto Sve sia spinto da qualcosa di diverso: a me, ciò che ha dato la vera spinta iniziale è stata la volontà di fare qualcosa di buono per gli altri. Ma lo Sve offre anche una grande possibilità di crescita personale. Lo scorso anno, a maggio, ho terminato il liceo ad indirizzo biologico-chimico, e tutti i miei amici, i miei compagni di classe, hanno iniziato ad iscriversi all’Università. E li mi sono chiesta: come posso scegliere la facoltà da seguire se ancora non so che cosa voglio fare “da grande?” E così ho deciso di partecipare al progetto Sve».
Credi che sia un’esperienza che ti sta facendo crescere?
Rosa: «Credo proprio di sì, soprattutto perché dopo aver passato anni all’università a studiare sui libri qui sto imparando che cosa significa stare a contatto con la gente, con i colleghi d'ufficio, con i ragazzi. Anche dal punto di vista personale, poi, entrare in contatto e convivere con altre culture, essere flessibile e adattarti a nuove regole è sempre una spinta alla crescita».
Marta: «Sicuramente. Sto imparando che cosa significa essere indipendente e che cosa significa dover affrontare “da sola” tutte le sfide che questa esperienza ti pone davanti ogni giorno. Imparare una lingua nuova, conoscere la cultura italiana, entrare in contatto con tante nuove persone, persone meravigliose che portano ogni giorno qualcosa di nuovo nella mia vita: questo è l'importante di questa esperienza, che mi porterò dietro per sempre. Quindi, si, credo che questa esperienza mi aiuterà a trovare un lavoro da sogno».
Cosa ti piace di più di questa esperienza? Cosa di meno?
Rosa: «La cosa che mi piace di più è l'opportunità di imparare tantissimo da tanti progetti diversi. Sono cose che non ho mai visto, esperienze che non ho mai fatto: credo di avere scoperto un mondo pieno di possibilità. Invece diciamo che forse il momento più difficile è stato all'inizio, quando arrivi solo, senza sapere la lingua, senza amici, catapultata in una cultura diversa di una città che non conosci. Non è facile: ti manca la tua famiglia, il tuo paese, i tuoi amici. Poi però in pochissimo tempo conosci gente nuova, che ora sono i miei amici, la mia seconda famiglia».
Marta: «La cosa che più amo è conoscere gente da tutto mondo, con la loro lingua, la loro cultura. Lati negativi? Ancora non ne ho trovati…».
Cosa ti mancherà di più quando tornerai a casa?
Rosa: «Tutto. Questa è una vita totalmente diversa da quella che facevo in Spagna. Ma soprattutto mi mancheranno i miei amici, i miei colleghi, le persone con cui, qui, ogni giorno condivido la giornata».
Marta: «Mi mancheranno tutte le belle cose che sto facendo con i ragazzi disabili, ma anche gli spettacolari banchetti con i ragazzi di Emergency. Mi mancheranno i sabati mattina con i cani del Canile Comunale e tutte le altre esperienze che sto portando avanti qui. Ma mi mancherà anche la cultura italiana: sono innamorata di questo Paese, del vostro cibo, del gelato».
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