La mini-libreria tascabile e i suoi 5mila testi gratuiti
Formigine. “Prendi un libro , lasciane uno” è il motto della biblioteca del Gufo Dopo quella di via Mazzini e del policlinico una casetta anche al teatro di Corlo
FORMIGINE. I meno attenti potrebbero camminare in via Mazzini e passarvi accanto senza nemmeno notarla. È una cassetta rossa. Anzi, a pensarci bene, è una casetta rossa - nel senso più intimo del termine - dove vengono custoditi libri. Trecento circa, sempre disponibili a chiunque desideri prelevarne uno, ad una sola condizione: lasciarne un altro, non importa se sul momento o il giorno dopo, l’importante è che la casetta non resti mai disabitata. La casa dei libri non ha custodi o serrature, è sempre aperta, giorno e notte; da qui il nome, biblioteca del Gufo. Da domenica la casetta di via Mazzini ha una gemella, inaugurata al teatro di Corlo. Senza dimenticare quella del Policlinico di Modena, dove possono attingere i genitori dei bambini ricoverati nel nel reparto di Oncoematologia pediatrica. Una location tutt’altro casuale, dato che la biblioteca del Gufo è nata grazie ad un’idea di Elena Barbieri: «Nel 2013 mio figlio si è ammalato di leucemia. E realizzare la biblioteca del Gufo ci è stato di grande aiuto, ci ha tenuti impegnati e lui si è divertito moltissimo. Abbiamo sostanzialmente tagliato la nostra ringhiera di casa, sostituendola con la biblioteca e proprio i bambini sono stati i primi ad utilizzarla. Ora mio figlio ha superato la malattia, ma il nostro progetto va avanti». E si allarga, grazie al contributo di tutte le persone che nel corso degli anni hanno imparato a conoscere la biblioteca del Gufo. Prima pochi amici, poi tanti: «Tutti mi dicevano che sarebbe stato un flop. Perché in Italia certe cose non possono sopravvivere. Mi dicevano che ci sarebbero stati atti di vandalismo o che qualcuno avrebbe rubato i libri. Così non è stato. A dir la verità all’inizio le persone diffidavano del fatto che il servizio fosse gratuito, poi però hanno capito che non c’era nessun inganno e che il mio progetto era semplicemente basato su due elementi: la fiducia e la civiltà». Le colonne portanti della biblioteca del Gufo, che si nutre e sopravvive grazie ai suoi stessi clienti - se così si possono definire - e alle donazioni: «Tante, tantissime - racconta Elena - Siamo partiti con pochi libri, poi le persone hanno iniziato a regalarci testi di ogni genere e allora li abbiamo raccolti in un magazzino: ora ne abbiamo più di cinquemila, anche se la cassetta ne contiene circa trecento. Chi fa donazioni? Chiunque. Una signora, qualche giorno fa, mi ha donato un’enciclopedia giuridica nuova, di altissimo valore con l’augurio che io possa affidarla in buone mani». L’amore per i libri e per la lettura sono testimoniati dal rispetto che le persone hanno per la casetta del Gufo che non ha mai subito vandalismi. Ma il progetto di Elena è solo all’inizio: «Sabato abbiamo fornito i libri per l’iniziativa “Il Cestino dei Libri” di Casa Mazzolini (calato in via del Taglio a Modena, ndr) e domenica c’è stata l’inaugurazione della nuova sede a Corlo. E sono in contatto con il Comune di Formigine per creare un’altra casetta del Gufo nella stazione dei treni». Uno spazio che l’amministrazione aveva ridipinto proprio per la biblioteca del Gufo, ma che qualche vandalo ha nuovamente imbrattato con scritte di vario genere. Un gesto che non fermerà la biblioteca del Gufo.
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