La neve “dissangua” l’Appennino
Pieve, Fiumalbo, Riolunato, Sestola e Montecreto pagano caro il maltempo
Pievepelago (383 euro), Fiumalbo (365), Riolunato (362), Sestola (353) e Montecreto 346): ecco la magnifica cinquina, costretta ad investire ingenti risorse - siano esse tasse dei cittadini o stanziamenti pubblici - per garantire la fruibilità delle strade. Per loro c’è un posto d’onore anche nella classifica regionale, elaborata sui bilanci 2013 dei Comuni, che li vede tra il 10° ed il 15° posto. Sul gradino più alto c’è l’irraggiungibile Zerba (Piacenza) con 854 euro, con Tizzano Val Parma (531) e l’altra piacentina Ottone (510), che completano il podio.
Ma è tutto l’Appennino modenese a monopolizzare la graduatoria nostrana visto che ci sono altri sette paesi, (Polinago, Frassinoro, Fanano, Montese, Montefiorino, Palagano e Lama Mocogno) accanto alle cinque sorelle.
I motivi delle spese di manutenzione sono presto detti. La “colpa”, se così si possono chiamare gli eventi atmosferici, sono gli sbalzi di temperatura e ovviamente la neve. Smottamenti, frane, strade chiuse sono all’ordine del giorno nel periodo autunnale ed invernale e i Comuni sono chiamati ad intervenire celermente per evitare problemi alla circolazione. Si pensi, ad esempio, alla capacità di reazione ai passaggi dei mezzi spargisale, che riducono i rischi per i mezzi in transito, ma provocano “danni collaterali” al manto stradale. E per fortuna, almeno in Appennino, esiste ancora una forma di solidarietà collettiva che vede i normali cittadini mettersi a disposizione per i lavoretti più semplici senza gravare sulle istituzioni o attendere la macchina burocratica comunale. (fd)
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