Fanano, quattordicenne morì sugli sci: indagati gestori dell’impianto
Emanuele Santoni, un liceale di Firenze, finì contro un’asta per sparare neve al Cimoncino. Di qui gli avvisi di garanzia per omicidio colposo. Il procuratore: «Non è stato un banale incidente»
FANANO. Alcune figure che operano sulle piste del Cimoncino hanno ricevuto avvisi di garanzia per la morte di Emanuele Santoni, il ragazzino di 14 anni di Firenze morto in un incidente sugli sci il 26 gennaio scorso, un episodio che ha colpito per la sua modalità. L’ipotesi di reato è di omicidio colposo.
Lo ha confermato ieri il procuratore capo di Modena Lucia Musti spiegando che è un atto dovuto per permettere ai difensori di nominare i consulenti per le analisi in corso.
«Sembrava un incidente fortuito, come può accadere per una sfortunata combinazione, ma non è così. Cosa è successo, lo stiamo appurando», ha aggiunto. Insomma, Emanuele non è deceduto per la caduta dovuta a un caso o alla sua totale incapacità di stare sugli sci; o almeno non solo a questi motivi. Per questo sono in corso analisi lunghe e complesse non solo di tipo medico-legale ma anche sul materiale posto sotto sequestro dopo il decesso. Innanzitutto, sulla cosiddetta “giraffa” contro la quale si era scontrato con violenza, l’asta che serve a sparare neve artificiale. L’impianto per la produzione di neve artificiale a lato della pista dove è avvenuto la tragedia era regolarmente protetto ma questo non è purtroppo bastato per evitare ferite letali al ragazzo toscano che gli è finito contro. Poi ci sono le attrezzature utilizzate, la protezione, il vestiario, gli sci.
Ma chi e quanti sono gli indagati dal pm Marco Imperato? Su questo aspetto il procuratore ha detto solo che si tratta dei gestori degli impianti, della scuola di sci, del personale addetto. In conclusione, la Procura è nel pieno delle indagini e i tempi per chiarire le cause della morte del ragazzo saranno lunghi.
L’incidente avvenne alle 15.30 del 26 gennaio. Emanuele era arrivato sulle piste del Cimoncino con la sua classe: i ragazzi dell’istituto Gobetti-Volta di Bagno a Ripoli (Firenze) erano arrivati in pullman la mattina stessa per una gita premio di due giorni.
Pare certo che Emanuele fosse a digiuno di sci, ma la sua caduta aveva qualcosa di inesplicabile. Il quattordicenne si era posizionato in cima alla Pista delle Marmotte, una pista rossa quindi di media difficoltà. È una pista sicura? Secondo alcuni sì, perché frequentata da 35mila sciatori all’anno e un incidente del genere non era mai accaduto. Era sicura per un dilettante? Questo è certamente un punto che dovrà chiarire l’indagine. Fatto sta che Emanuele è sceso prendendo forte velocità e andando a sbattere contro la “giraffa”. Un urto che non gli ha dato scampo. La rianimazione tentata per un’ora è stata inutile. Il corpo è stato poi sottoposto a un accertamento esterno dal medico legale.
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