Rifiuti, un’altra petizione In centro la puzza fa paura
Alcuni commercianti propongono di passare dal porta-a-porta all’isola ecologica Inizia una raccolta firme per scongiurare l’odore dell’umido e l’aumento dei topi
Una nuova petizione sarà presentata al consiglio comunale per chiedere che venga rivista la modalità di raccolta differenziata in centro storico. Un sistema che, in vista dell’imminente arrivo della stagione più calda dell’anno, intimorisce i commercianti. Gli esercenti propongono di ritornare ai vecchi cassonetti della plastica e ai precedenti modi di separare i rifiuti: la strategia attuale, infatti, secondo il loro punto di vista, non incoraggia il passeggio davanti ai negozi, dal momento che i marciapiedi risultano ingombrati dai sacchetti. E che dire degli scarti umidi? L’odore poco gradevole che aumenta di pari passo con l’arrivo del caldo sta preoccupando non poco chi teme di assistere ad un ulteriore calo del passeggio in centro, già messo a dura prova dalla presenza dei supermercati e dalla crisi economica.
La petizione contro la tariffa puntuale si snoda lungo più assi del cuore della città: è possibile firmare alla cartoleria Il fiocco, presso il negozio “Calze di Monica”, al forno Sacchi, al locale Interno Divino di corso Alberto Pio e in altri esercizi.
«Chiediamo di avere le isole ecologiche per quartiere; si tratta di un’opzione già prevista dal regolamento comunale e inserita da quando si era deciso di fare la raccolta differenziata - spiega Paola Allocca, titolare della cartoleria Il fiocco - Proponiamo di accorpare i cassonetti della plastica, dell’indifferenziato, della carta, la campana per il vetro, e vorremmo fosse risolto il problema legato all’umido che, fra una decina di giorni, quando diventerà caldo, si farà sentire. All’odore aggiungiamo anche la conclamata a presenza di topi in centro: con questo tipo di rifiuto il rischio è quello di vederli aumentare ulteriormente. Da noi l’umido viene ritirato due giorni alla settimana dall’una alle due, con il risultato che odori sgradevoli si diffondono nelle immediate vicinanze dei sacchetti. Il palazzo di fianco me lo mette di fianco alla vetrina. Ci sono delle attività con il pattume davanti… Ora che la gente esce anche alla sera non possiamo permetterci di presentare questo scenario a chi si reca in centro, in quello che dovrebbe essere il salotto buono della città. Che ci diano, quindi, il vecchio cassonetto: se ci vorranno fornire di una chiave o di un badge per chiuderlo, ben venga, ma lo richiediamo a gran voce. La petizione è nata dopo le innumerevoli proteste di residenti e negozianti del centro storico, di alcuni gruppi facebook, e verrà presentata in consiglio comunale per chiedere che venga cambiato il sistema. Chiunque, purché residente nel comune di Carpi, può firmare per cercare di cambiare le cose».
Aimag e Comune hanno incontrato più volte le associazioni per discutere del problema. Per il caso specifico della petizione, per ora dal Comune si preferisce non replicare.
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