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Strade bucate come le tasche dei cittadini

Strade bucate come le tasche dei cittadini

Ecco la spesa pro-capite dei Comuni per la manutenzione e la cura della viabilità: Modena si piazza a metà classifica

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Il giudizio sulla manutenzione delle strade è uno degli indici attraverso cui meglio valutare l’operato di un’amministrazione comunale. Chi vive a Modena, e percorre regolarmente la tangenziale che collega il capoluogo a Sassuolo, ne sa qualcosa dopo le cicliche polemiche che si riversano sull’attenzione posta soprattutto sullo stato dell’asfalto: buche che diventano voragini, cerchioni e pneumatici che saltano ed improperi a non finire per l’automobilista colpito. Ecco allora che può diventare utile analizzare quanto le varie amministrazioni comunali investono sulla manutenzione della viabilità stradale. Un lavoro elaborato da Openpolis che si basa sui dati dei bilanci consultivi, approvati nei vari consigli comunali e quindi certificati. «In una società che si muove costantemente, la cura delle strade e della viabilità diventa un aspetta centrale di un’amministrazione comunale - si legge sul blog, ormai diventato un punto di riferimento costante nell’analisi trasparente dei numeri istituzionali - La cattiva manutenzione del manto stradale ha delle conseguenze non solo sulla sicurezza e salute degli autisti, ma anche sul decoro del Comune».

Premessa: la voce di bilancio “viabilità” è la sommatoria delle spese destinate alla manutenzione della viabilità stradale, incluse aree pedonali e ciclabili. «Si tratta ad esempio di interventi destinati al ridisegno delle strade, alla costruzione di infrastrutture, come rotonde o ponti, all’installazione del necessario arredo urbano, come semafori o cartelli stradali», spiegano ancora da Openpolis. A ciò noi aggiungiamo che ci sono parametri che non possono essere conteggiati nella statistica e riguardano le strade di competenza Anas visto che la loro manutenzione non compete ai Comuni.

A questo punto la domanda sorge spontanea: qual è la situazione in terra geminiana? I paesi appenninici, per logiche ragioni di manutenzione imposte dalla neve e dal maltempo, spiccano per la spesa pro-capite, che riserva loro anche una menzione nella classifica regionale. Scendendo verso la pianura ecco che la Bassa fa meglio degli altri con San Felice (157 euro a testa), Cavezzo (124), Camposanto (121) e Medolla (102) che si attestano sopra i 100 euro di media a cittadino.

Con la sola eccezione di Pavullo, i Comuni con più di 15mila abitanti non brillano per grandi investimenti sulla viabilità. Certo, c’è Soliera che investe 88 euro e Vignola che sfiora i 60, ma per il resto i costi sono minimi. Modena, ad esempio, si blocca intorno ai 44 euro, ma come detto non è imputabile a piazza Grande l’harakiri che riguarda la tangenziale. Lo stesso discorso vale per Sassuolo, capace di piazzarsi però al terz’ultimo posto con soltanto 7 euro e 75 centesimi di media, un centesimo appena sopra a Ravarino. Carpi, invece, viaggia sui livelli del capoluogo: 42 euro per garantire una manutenzione stradale dignitosa.

Risulta infine incredibile il dato che riguarda Nonantola. La città dell’Abbazia, infatti, risulta aver messo a bilancio 2013 l’insignificante cifra di 46 centesimi pro-capite per la manutenzione. È un evidente record negativo, che la posiziona lontanissima da tutti e che può essere letta applicando il detto “minima spesa, massima resa”: strade nuove e ben curate nel corso degli anni per evitare interventi super costosi a causa dell’incuria prolungata.

@francescodondi

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