Volantino fascista sulla lapide dedicata all’armata brasiliana
Profanata la lapide dedicata alla liberazione di Sassuolo da parte dell’armata brasiliana, la prima a entrare in città nel 1945. È stata affissa sulla stele un’epigrafe, sul modello di quelle...
Profanata la lapide dedicata alla liberazione di Sassuolo da parte dell’armata brasiliana, la prima a entrare in città nel 1945.
È stata affissa sulla stele un’epigrafe, sul modello di quelle funerarie, con tanto di fascio ben disegnato sulla destra: “Il 25 aprile 1945 - recita il testo – è venuta a mancare la nostra amata Italia, assassinata dal mondialismo a stelle e strisce, dall'orrore comunista e dagli infami traditori partigiani. Ne danno il triste annuncio i camerati”. “Noi non abbiamo tradito” è il triste slogan con cui si chiude il testo del manifestino, firmato da un sedicente gruppo “I Camerati”.
Uno sfregio a una lapide commemorativa, installata nella rotatoria fra la circonvallazione e viale della Pace, in netta contrapposizione all’omaggio reso dall’amministrazione comunale con la posa di una corona di fiori e con la presenza di una delegazione militare brasiliana, a ricordare i primi soldati che entrarono a Sassuolo per liberarla dal nazi-fascismo.
Questa però, non è la prima profanazione di simboli del 25 aprile a Sassuolo, né la prima volta che emergono manifesti, scritte, stampe di chiara origine fascista sul territorio. L’accuratezza della realizzazione fa pensare a qualcosa di più dell'azione di un invasato, c'è qualcosa di sicuramente organizzato dietro l'iniziativa. L’epigrafe è stata notata da poche persone, perché al centro di una strada densa di traffico. Il gesto resta comunque grave e si attendono condanne dal mondo delle associazioni partigiane e combattenti. (ga.bas.)
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