Bianchini chiama Gerrini a testimoniare
Processo Aemilia. L’imprenditore convoca il tecnico per difendersi dall’accusa di associazione esterna
SAN FELICE. Non solo 12 operai che prestarono servizio nei cantieri del terremoto, consulenti, ispettori della Forestale e dell’Arpa, ed ex dipendenti per un totale di 89 persone, ma anche l’ex capo ufficio Lavori Pubblici di Finale, Giulio Gerrini: sono i testimoni che gli avvocati difensori della famiglia Bianchini - Giulio Garuti e Simone Bonfante - vogliono poter ascoltare durante il processo Aemilia. I lavoratori dovrebbero servire per smontare l’accusa di sfruttamento (per gli investigatori erano cooptati nei cantieri e veniva trattenuta loro una percentuale sullo stipendio lordo per gli interessi dell’organizzazione criminale). Il presidente della Corte, Francesco Caruso, che tra l’altro ha deciso di mantenere a Reggio il processo, bocciando la richiesta di trasferimento in Calabria, ha chiesto lumi sulla dozzina di testimoni e Bonfante ha risposto che la loro presenza sarà importante.
Gerrini, invece, appena condannato a 28 mesi per abuso d’ufficio continuato, ma scagionato dall’accusa di aver favorito la ’ndrangheta (i dubbi sul suo rientro al lavoro in Comune a Finale non sono ancora stati sciolti), servirà per scagionare gli stessi Bianchini (foto a sinistra) dall’accusa di associazione esterna.
Ma tra i testimoni che nei prossimi mesi sfileranno nell’Aula bunker ci saranno anche il presidente Stefano Bonaccini, citato dall’avvocato della parte civile Regione Emilia Romagna e il senatore Carlo Giovanardi, chiamato dal reggiano Francesco Scida, considerato il prestanome di Giuseppe Giglio. Bocciate invece le richieste di ascoltare i ministri Alfano e Orlando mentre i pm vorrebbero preservare il super pentito Giglio per “le indagini ancora in corso”. Gli avvocati difensori però non concordano.
Domani si tornerà di nuovo in Aula e tra le parti civili ci saranno ancora l’Unione Area Nord e il consorzio dei negozi sanfeliciani, Ricommerciamo (rappresentato dall’avvocato Fabrizio Canuri), che la difesa dell’imprenditore della Bassa aveva chiesto di escludere. I giudici hanno invece valutano vi siano le motivazioni affinché siano parte del processo.
Ma al momento la battaglia in tribunale (foto a destra) riguarda le intercettazioni telefoniche ed ambientali, registrate nelle indagini. Tutti gli avvocati difensori finora intervenuti hanno negato il consenso alla trascrizione, cosa che invece vorrebbero utilizzare i magistrati. Dovrà decidere - anche su questo - il collegio dei giudici.
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