Dehor, nuove regole respinte al mittente
Perplessità tra i gestori dei locali per gli obblighi che il comune vuole imporre per la sistemazione di tavoli e spazi all’aperto
Nuovo regolamento per i dehor da applaudire o da maledire? Per ora i baristi e i titolari di locali del centro storico, che abbiamo raggiunto ieri, propendono per il pollice verso in direzione del documento che regolamenta vari aspetti, tra cui le strutture esterne con tavoli e sedie per il consumo.
Il personale degli esercizi modenesi presenti nelle piazze centrali, alla Pomposa e in via Taglio, in zona Canalchiaro-san Francesco e dalle parti di S.Eufemia ha diverse reazioni: quache operatore scuote la testa e non fa commenti, qualcun altro rimane di stucco ascoltando le prossime novità e pochi difendono l'operato dell'amministrazione comunale. Tanti comunque ancora non conoscono in profondità il nuovo regolamento. Se due giorni fa c'era stato in commissione edilizia uno scontro tra l’assessore Tommaso Rotella e il capogruppo di Fi Andrea Galli sull'obbligo - previsto nel regolamento su indicazione della Soprintendenza - di ritirare alla chiusura sedie e tavoli posti all'esterno dei locali, il tema è quello che desta tanti interrogativi anche tra i baristi. «Sarà impossibile - spiega Fatima della hamburgheria Wellaone di piazza Matteotti - ogni sera togliere le 30 sedie e i tavoli: a parte il tempo che ci porterebbe via, all'interno del locale non abbiamo spazio sufficiente per ospitare i materiali». Questo locale all'esterno è dotato di strutture definite "leggere", ossia non è dotato di un dehor vero e proprio: già perché il regolamento stabilisce regole anche per le due tipologie oltre che regole in tema di materiali dei telai, tipo di pedana, colori. Altro locale che teoricamente -ma ci saranno deroghe - potrebbe avere problemi è la pizzeria Erasmo in via Taglio. «Riportare tutto dentro - spiegano le cameriere - sarà davvero impossibile, abbiamo decine di tavoli e sedie e questo lavoro serale toccherebbe tutto a noi dipendenti. Attualmente leghiamo tutto con una catena». Il nuovo regolamento per forza di cose prevede una lunga serie di prescrizioni in termini di somministrazione e consumo delle bevande, tipologia delle strutture, pulizia e danni, ma un'altra vicenda che ha scatenato in commissione edilizia Seta il consigliere Andrea Galli è stata quella relativa alla possibilità di posizionare all'eterno i tavolini solo davanti alla propria vetrina. Uno dei casi limite in città, se queste regole davvero fossero applicate in modo ferreo, è forse rappresentato dal Caffè Livre al portico della Collegio: il locale ha una vetrima, ma avendo 28 posti e 7 tavoli esterni "invade" l'area dei negozi a fianco. «Non potrei mai mettere dentro i tavoli la sera - spiega Silvio Segapeli del Livre - perché non ho spazio, inoltre mi sono adeguato, spendendo soldi per acquistare tavoli e sedie di qualità e posizionando altri elementi di arredo. Rispetto gli spazi e i tavoli occupano solo un metro e 70 cm del portico, proprio come mi è stato imposto tempo fa. Se ci impongono regole esagerate rischiamo come locale. E poi mi chiedo perché non si dedicano a chi ha ancora dehors fuori norma, a differenza nostra». Insomma il nuovo regolamento rischia di causare ben presto tanti problemi, anche se in Comune stanno lavorandoper arrivare a un documento equilibrato. «Noi dei negozi di piazza XX settembre - spiega Marco Gozzoli di Officina XX settembre - da quasi un anno chiediamo un regolamento e l'assessore Rotella lo sa. Servono regole precise e l'amministrazione ci ha fatto delle promesse fin dallo scorso ottobre e ora continuano a dire che stanno lavorando. Teniamo sempre presente che gli imprenditori si espongono soldi loro e non sono pochi, basta pensare che i buchi per piantare l'ombrellone per chi ha strutture leggere in piazza arriva a pagare ance 700 euro oltre alle tasse di occupazione di suolo pubblico. Qui senza regole con i dehor e le frequentazioni si corre il rischio di arrivare al mucchio selvaggio mentre noi vogliamo salvare la piazza ed evitare il deserto in pieno centro». Il nuovo regolamento porta con sé indubbie novità - crescerà ad esempio il numero dei locali dove si potrà consumare sul posto - ma gli esercenti al momento hanno paura. Qualcuno però dice che non avrà problemi: «Noi da due anni portiamo dentro le sedie» dice Marcello Malaguti di Art Cafè in corso Canalciaro; «Noi abbiamo fuori 6 tavoli e alla sera spostiamo tutto» conclude Marcello del Ristretto di vicolo Coccapani.
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