«Io, un tifoso innamorato fisso Così il calcio mi ha sedotto»
Tutto iniziò quando, dal “mercato” estivo di giocatori, giunsero alla Juventus Zavarov, Alejnikov e Rui Barros. L'Intrepido Sport, un settimanale calcistico, faceva figurare, nella copertina di fine...
Tutto iniziò quando, dal “mercato” estivo di giocatori, giunsero alla Juventus Zavarov, Alejnikov e Rui Barros. L'Intrepido Sport, un settimanale calcistico, faceva figurare, nella copertina di fine agosto del 1988, Giovanni Agnelli con questi tre giocatori e titolava: “L'Avvocato vede le stelle”.
Quel titolo mi suggestionò a tal punto che mi innamorai. In particolare di Rui Barros, giocatore brevilineo, alto un metro e sessanta. Cosa che mi colpì molto fu il fatto che si approcciò al calcio alla “tarda età” di 16 anni. Dissi perciò tra me e me che alla mia età, cioè a 13 anni, anche io avrei potuto farcela. Queste notizie le ricavai da un profilo del portoghese da uno dei pochi numeri di Hurrà Juventus (il mensile del “vero” tifoso bianconero).
Zavarov e Aleinikov furono invece due meteore: il primo in particolare non riuscì ad ambientarsi a Torino e lasciò la squadra due anni dopo. Alejnikov resistette un anno di più. Nella stagione 1988-89 approdò alla panchina della “Vecchia Signora” Dino Zoff che diede subito una nuova impronta alla squadra. Riuscì ad arrivare al quarto posto in campionato e ai quarti di finale in Coppa Uefa.
Ma Zoff mieté ciò che aveva seminato nell'annata successiva: gli riuscì di fare il Double, cioè l'abbinamento Coppa Italia e Coppa Uefa. In più aveva un leader là davanti, in attacco: Salvatore Schillaci. Quell'anno giunse dal Monza un giovane molto promettente: Pierluigi Casiraghi. Sfortuna volle che ebbe problemi alle spalle, prima l'una poi l'altra e questo minò la sua carriera.
Io mi innamorai anche di questo giocatore tanto che comprai la sua maglietta con il numero 9 e poi tutto l'armamentario di un giocatore professionista: scarpette, parastinchi, calze lunghe, calzoncini e, per quando giocava d'inverno, la cuffia. E ancora oggi sogno di arrivare a giocare in una squadra, magari amatoriale.
Giorgio Tessari
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