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TAVOLA ROTONDA con polemica

La Cgil sprona Muzzarelli: «Su Maserati deve fare di più»

La Cgil sprona Muzzarelli: «Su Maserati deve fare di più»

Un Tridente, tre rivendicazioni. Il futuro dello stabilimento modenese della Maserati è diventato un punto all’ordine del giorno ieri durante la tavola rotonda organizzata da Cgil subito dopo la...

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Un Tridente, tre rivendicazioni. Il futuro dello stabilimento modenese della Maserati è diventato un punto all’ordine del giorno ieri durante la tavola rotonda organizzata da Cgil subito dopo la presentazione dell’Osservatorio sull’economia e il lavoro nel Modenese presso il liceo Muratori.

“Persistenti difficoltà e segnali di ripresa” era il tema della tavola rotonda.

La prima voce sull’argomento Maserati è giunta dal sindaco. «Chi rappresenta i cinquecento ricercatori della Maserati?», ha chiesto Gian Carlo Muzzarelli. «Dibatterei volentieri sul punto», ha replicato Tania Scacchetti, segretario cittadino della Cgil. «Andrò a parlare con loro», ha promesso il sindaco. «Sarebbe opportuno che si portasse dietro i sindacati», ha replicato Scacchetti, tornata all’attacco dopo il «va bene» del primo cittadino. «L’azienda ha scelto di escludere un pezzo della rappresentanza - ha ripreso il segretario - il tema va affrontato a 360 gradi». «Non li rappresenta nessun sindacato», ha ripreso Muzzarelli. «Parliamo anche degli altri trecento», s’è intromesso Cesare Pizzolla. Non invitato al tavolo, il segretario della Fiom-Cgil ha criticato il sindaco anche a margine. «Penso che potesse e debba fare qualcosa in più - ha aggiunto Pizzolla - perché ha un approccio sbagliato e limitativo. Già diverse aziende direttamente collegate a Maserati stanno collocando i lavoratori in cassa integrazione perché non hanno attività». Senza considerare «le 105 persone che dal 2017 non avranno saturazione di attività nello stabilimento di Modena». Da qui l’invito a Muzzarelli «per capire dal sindaco che fine fanno i trecento operai in Maserati se non arriva il modello Maserati». Da presidente della Provincia, Muzzarelli ha ricordato che «ci sono due miliardi di euro d’investimenti fermi: la Cispadana, la Bretella modificata come voglio io perché i caselli non vanno bene, il Sant’Agostino». Tra i punti anche il «potenziamento dell’attrattività» per l’ateneo di Modena e Reggio. «Non torneremo mai ai livelli pre-crisi - ha aggiunto il docente universitario Giovanni Solinas - perché ci sono anche altri attori come l’India, la Corea del Sud, il Giappone. Tuttavia, abbiamo il potenziale per stare al gioco. La formazione è un punto chiave».

«Dobbiamo recuperare vent’anni di formazione», ha ripreso Valter Caiumi. «Non possiamo accontentarci degli “0,1%” di crescita - ha detto il presidente di Confindustria Modena - e accettare i numeri grandi con il meno davanti». Le basi di partenza? «Competitività, convergenza, ricerca e innovazione, reti digitali, reti d’impresa o filiere». (g.f.)

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