La maestra di Pavullo: «Sapevo di non aver fatto nulla di male in tanti anni»
Manuela Giacomozzi: «Sono felice che adesso anche gli altri sappiano la verità» Il paese resta diviso tra pro e contro l’alleggerimento della posizione processuale
PAVULLO. «Sapevo quello che ho fatto in tanti anni di carriera. Adesso mi fa piacere che lo vengano a sapere anche gli altri con le notizie che sono uscite oggi sui giornali. Per il momento non aggiungo altro, lo farò a tempo debito». Così ieri Manuela Giacomozzi ha commentato il deciso alleggerimento della sua posizione processuale legato alla derubricazione del reato contestatole dalla Procura per i fatti accaduti alla scuola d'infanzia Mariele Ventre di Pavullo: non più “maltrattamenti” ma semplice “abuso dei mezzi di correzione”.
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E contestuale archiviazione per la collega con cui lavorava, la dirigente e le tre bidelle coinvolte nell'inchiesta. Un terremoto al contrario che ha fatto dividere Pavullo: in tanti in paese si dicono amareggiati, altri si mostrano lieti della notizia perché sostenitori dell'innocenza della maestra o comunque in linea di massima garantisti. «Io non sono rimasta affatto sorpresa dalla notizia – dice Gabriella Parrocchetti – perché secondo me si è esagerato all'inizio con le accuse. Magari la Giacomozzi avrà un carattere particolare, ma non penso che abbia mai voluto fare del male intenzionalmente ai bimbi». «Bisognerebbe essere stati dentro all'ambiente per giudicare – nota Giuliano Cornia – le colleghe della maestra e le bidelle, loro sanno la verità. Noi non possiamo dare dei giudizi: è inutile fare illazioni non conoscendo la situazione, è facile criticare». Questo il lato soft. Ma tanti la pensano diversamente: «Il reato contestato adesso è più lieve – commenta Marco Roncaglia – ma io credo che comunque l'errore di questa persona sia stato anche il solo provare ad alzare le mani su bimbi così piccoli. Quello che succede nel video l'abbiamo visto tutti». «Ci sono rimasta malissimo – sottolinea Ornella Venturelli – perché penso che cose così non debbano accadere. Non si possono trattare in quel modo dei bimbi piccoli che non si possono difendere. Io dico una cosa: se non ti piace più quel lavoro, cambia lavoro. Ma visto che i soldi te li danno sani, devi garantire un lavoro sano, non una roba così che ha fatto parlare male di Pavullo in tutta Italia». «Mi sembra che ci avviamo al solito epilogo all'italiana – rimarca Enrico Vandelli – e non è certo una cosa positiva. Resta l'amarezza, perché le immagini mi sembrano inequivocabili per quello che ho potuto vedere su internet». «Le opinioni sono diverse, ma in paese resta la preoccupazione – chiosa il sindaco Romano Canovi – io capisco i sentimenti di tutti: la felicità di chi vede alleggerite le accuse dopo le verifiche come i timori dei genitori. Se la maestra è colpevole, pagherà: non pensiamo che ognuno possa fare quello che vuole. Ma aspettiamo la conclusione delle indagini senza più gridare all'asilo degli orrori».
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