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La spianata del direzionale diventerà la “Villa Franca”

di Gaetano Cervone
La spianata del direzionale diventerà la “Villa Franca”

Medolla. Lo stabile sulla Canaletto sarà demolito in estate e verrà ridisegnato Serteco: «Progetto ambizioso, ma avremo una struttura straordinaria e ospitale»

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MEDOLLA. È rimasto transennato dai giorni del terremoto, per quattro anni l’immagine dell’ormai ex Direzionale 110 sulla statale che da Cavezzo porta a Medolla è stata quella dell’edificio misterioso all’apparenza senza alcuna ferita provocata dal sisma, ma lasciato nel totale abbandono. E invece sulla stessa superficie di 3.600 metri quadrati al posto di ciò che in tanti avevano già definito il “mostro” della statale nascerà un edificio tutto nuovo con uno stile architettonico che richiamerà l’immagine delle ville di un tempo con una fontana nella corte interna ed energeticamente autosufficiente.

Anche questa volta alla Serteco hanno voluto fare le cose in grande ed hanno deciso anche di cambiare il nome a quell’edificio giallo e rosso che a luglio sarà demolito per poi rinascere con il nome “Villa Franca” e con l’obiettivo di diventare un centro di riferimento nell’intero comprensorio dove ospitare le più importanti cerimonie e gli eventi più significativi.

«È tra i progetti più ambiziosi che abbiamo mai concepito - ammette il geometra Marco Rebecchi, titolare della Serteco che si occuperà dell’intera operazione di ricostruzione - Si è deciso di fare un passo in avanti e realizzare una struttura straordinaria che sarà un vero e proprio gioiello all’ingresso di Medolla».

Il vecchio edificio era irrecuperabile: nonostante gli esterni avessero apparentemente retto, all’interno sono crollati i vani scala, i solai si sono spostati, si sono riscontrate perdite di appoggi e si sono create crepe di quasi mezzo metro. E così dopo una lunga serie di trattative e incontri tra i vari proprietari, il nuovo progetto ha preso corpo ed è stato caricato sulla piattaforma Sfinge in attesa di un’ormai imminente via libera dalla Regione (e la conseguente erogazione della cambiale Errani per i contributi).

L’operazione avrà un costo di quasi 9 milioni di euro e i lavori (demolizione e ricostruzione) si concluderanno a marzo 2018. Ci ritorneranno (quasi) tutti gli ex inquilini del Direzionale 110: qui c’era la sede della Serteco, gli uffici di Confindustria Modena nella Bassa, la Microit, la Mb Time Informatica. C’era anche il ristorante Invidia, che potrebbe però non riaprire lasciando così spazio ad un altro esercizio di ristorazione: sono tante infatti le richieste di “ingresso” a Villa Franca, che come la precedente struttura avrà 28 unità immobiliari ad uso uffici e commerciale con ingresso riservato. Saranno disposte su due piani in uno stabile energeticamente autosufficiente grazie ai pannelli fotovoltaici: non si utilizzerà così il gas e il surplus di energia prodotta sarà regalata.

I parcheggi per i dipendenti saranno a scomparsa mentre la sosta per gli ospiti sarà all’esterno. Lo stabile sarà dotato di una particolare illuminazione che ne risalterà la bellezza anche di notte.

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