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Offende i vigili su Facebook: denunciato

di Gabriele Bassanetti
Offende i vigili su Facebook: denunciato

Nei guai un 25enne per aver scritto un messaggio lesivo nei confronti della municipale. Rischia fino a 3 anni di reclusione

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Magari pensava che lo leggessero in pochi, magari solo qualche amico a cui mostrare quanto fosse arrabbiato per le multe ricevute. Ma la rete è ingannevole e Facebook lo è ancora di più. Il tuo commento può finire su tante bacheche e arrivare fino alla polizia municipale, pesantemente insultata da M.C. 25enne di Sassuolo. Stavolta i vigili hanno reagito con la denuncia. Il giovane dovrà rispondere del reato di diffamazione aggravato “dall’uso illecito e smodato dei social network”. Una formula evidentemente nuova, stabilita da una recente sentenza della Corte di Cassazione. «M.C., probabilmente raggiunto da multe per violazioni al codice della strada – dice una nota del Comune e dei vigili - ha ritenuto di socializzare il proprio disappunto su Facebook, con esternazioni che, però, sono risultate altamente offensive e lesive della reputazione del corpo di polizia municipale, tali da integrare il reato di cui all’articolo 595 del codice penale; reato aggravato dalla circostanza che lo strumento utilizzato (Facebook) ha la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone».

Per il reato contestatogli M.C. rischia una pena fino a tre anni di reclusione. Non basta che a un certo punto si sia reso conto della gravità del proprio operato ed abbia tentato di limitare i danni cancellando il post pubblicato sul social network (anche perchè nel frattempo era stato individuato e contattato dalla polizia municipale stessa che gli notificava la decisione di procedere alla denuncia). La polizia municipale «coglie l’occasione per rammentare che i social sono uno strumento fenomenale di diffusione di notizie e di informazioni ma che l’utilizzo irragionevole, oltre ad amplificare ed appagare temporaneamente l’ego del malcapitato di turno, può esporre a spiacevoli conseguenze laddove la libera espressione del pensiero si trasformi, magari inconsapevolmente, in una lesione di diritti altrui».

A Sassuolo da quando l'uso dei social network è diventato comune e quotidiano, si ricordano almeno un paio di precedenti che hanno portato alla segnalazione o alla denuncia. A fine 2009 un giovane leghista, Stefano Gherardi, venne denunciato per aver postato sulla sua pagina Facebook commenti xenofobi in violazione della legge Mancino. A intraprendere la via giudiziaria fu uno straniero residente a Milano, scandalizzato dalle frasi lette in rete. Rinviato a giudizio nel 2011, Gherardi venne alla fine assolto nel 2013. In precedenza, nei giorni dello sgombero del centro sociale Fassbinder, il rappresentante dei radicali Riccardo Macchioni venne segnalato alla Digos per aver incitato su Facebook all’occupazione di un altro stabile. Interrogato, venne poi rimandato a casa senza conseguenze. In questo ultimo caso invece le conseguenze sembrano gravi per il giovane che ha postato gli insulti. A meno che il suo pentimento non venga tenuto presente dalla municipale.

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