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«Ospedali, non ci saranno meno posti letto»

«Ospedali, non ci saranno meno posti letto»

Policlinico e Baggiovara, unione dal 1° luglio. Cantieri su 35 mila mq. Trenti: «Posti letto intatti»

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Una fusione piccola piccola, sperimentale, che in mille giorni dovrà dare ai vertici della Regione gli elementi per decidere se Policlinico e Baggiovara dovranno essere una sola azienda sanitaria.

È questa la decisione che comincerà a prendere corpo tra nove settimane quando, dal 1° luglio, cominceranno i grandi cantieri del Policlinico che dovranno rifare e mettere in sicurezza alcuni edifici. Le crepe e i danni del sisma, nel 2012 hanno messo le ali ai progetti che avevano sacrificato alcune parti dell’edificio a scapito di altri.

Ma i quasi 35 mila metri quadrati interessati ai restauri, per un totale superiore ai 50 milioni di euro, sono solo una leva per rimettere in gioco spazi vuoti, inutilizzati. Sia per il sesto piano con i reparti per il settore materno infantile che per altri sarà prioritario mantenere vicine le specialità che non possono non collaborare da vicino. Un esempio? Rianimazione e pronto soccorso, così come ginecologia, ostetricia e neonatologia.

Di questo e dello stato dell’arte dell’unificazione si è parlato ieri pomeriggio a Baggiovara nel corso di un meeting organizzato dal sindacato Anaoo Assomed che ha messo attorno allo stesso tavolo tuti i protagonisti dell’operazione, dalla Petropoulacos per la Regione a Ivan Trenti per gli ospedali modenesi passando per Annichiarico (direttore generale Ausl) e il sindaco Muzzarelli.

Tutti insieme appassionatamente, uniti per confermare a grandi linee urgenza e necessità di un intervento organizzativo a lungo annunciato e da altrettanto tempo temuto dai camici bianchi. Non a caso la sala era gremita di medici, presenti in massa per capire quali primariati saranno accorpati e quali resteranno in piedi.

Ovviamente i vertici sanitari non hanno scoperto le carte per evitare levate di scudi anzi tempo. Le parole d’ordine sono state “razionalizzazione”, “efficienza”, “funzionalità per i pazienti”. Come, dove e quando è rimasto oscuro, rinviato nel limbo delle misure da adottare quando si libereranno gli spazi che permetteranno gli accorpamenti.

«I reparti collaboreranno più strettamente e vedremo se in quel momento saranno possibili alcune razionalizzazioni» ha concesso Trenti. Dal suo osservatorio di direttore generale del policlinico non solo dovrà seguirei lavori ma ha sott’occhio anche la situazione dei posti letto.

Su quest’ultimo aspetto è stato più esplicito, confermando il numero di posti a disposizione per i malati. Forte anche del fatto che i letti sono stabiliti per legge in base alla popolazione, Trenti sa bene che l’unico scostamento vale per i day hospital ma per il resto la dotazione di Modena non è in discussione.

Chi invece è stato asciutto e categorico è stato il sindaco. «Andrà avanti nei posti di vertice il primario più bravo - ha detto in buona sostanza Muzzarelli - In ogni caso bisogna razionalizzare per risparmiare e rendere la spesa sanitaria più produttiva. Anche l’università deve fare la sua parte, collaborare. Non c’è più posto per le difese d’ufficio del proprio campanile». (s.c.)

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