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Sassuolo. Rapina Moscardini, banditi già condannati

Sassuolo. Rapina Moscardini, banditi già condannati

Sentenza a tempo di record: 2 anni e 10 mesi ciascuno per Raffaele Ferrante e Ciprian Stenco Pop

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SASSUOLO. Sentenza a tempo record per i due banditi che l’11 febbraio cercarono di rapinare una gioielleria di Sassuolo strattonando e maltrattando la madre del titolare, una 92enne, che in quel momento si trovava sola all’interno del negozio. Il giudice Andrea Romito ha condannato ieri a due anni e dieci mesi di carcere ciascuno (comprensivi dello sconto di pena previsto) i due autori del colpo, difesi dagli avvocati Liborio Cataliotti e Andrea Stivala: Ciprian Stenco Pop, 25 anni, rumeno residente a Sassuolo, e Raffaele Ferrante, 28 anni, residente a Castellarano, in provincia di Reggio.

I due sono stati ritenuti colpevoli di tentata rapina aggravata. Il pm Luca Guerzoni aveva chiesto 3 anni e 10 mesi di carcere per ciascuno. I due sono rimasti finora in carcere su misura cautelare disposta dal giudice.

Ad assistere al processo, anche se non si era costituita parte civile, c’era l'anziana aggredita, madre del titolare dell’oreficeria Moscardini, nella centralissima via Rometta.

È stata lei stessa purtroppo a dover affrontare i due delinquenti a volto coperto (con sciarpa e cappuccio) che attorno a mezzogiorno avevano fatto irruzione nel negozio urlandole di non fare scherzi e dare tutti i preziosi. Mentre uno la immobilizzava strattonandola, l’altro razziava orologi, anelli e gioielli che trovava in esposizione. La rapina è durata pochi minuti. I banditi avevano già infilato il bottino nelle borse e avevano preso la strada della porta quando, appena usciti, sono stati immobilizzati dai carabinieri della compagnia di Sassuolo. Il caso è stato infatti risolto nel tempo più rapido grazie a una chiamata alla caserma fatta da Rino Casolari, titolare dell’agenzia funebre San Martino adiacente all’oreficeria Moscardini: «Ho fatto solo ed esclusivamente il mio dovere di cittadino. Ho visto i due giovani che si guardavano attorno con atteggiamento sospetto e poi li ho visti dirigersi verso la gioielleria Moscardini. Non ho avuta alcuna esitazione e ho chiamato immediatamente il 112», così parlava Casolari il giorno stesso della rapina all’oreficeria.

L’allarme tempestivo ha permesso alla pattuglia dell’arma (la caserma è poco distante da via Rometta) di bloccare i banditi quando il colpo stava per concludersi (di qui l’accusa di tentata rapina). Quando hanno capito che erano in trappola, i due banditi si sono immediatamente arresi ai militari consegnando due coltelli che tenevano in tasca e che non avevano neanche mostrato. Il bottino ammontava in tutto a 8mila e 500 euro.

Carlo Gregori

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