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“Alcatraz” di Modena: 5 milioni o non ci sarà futuro per l’ex direzionale Manfredini

“Alcatraz” di Modena: 5 milioni o non ci sarà futuro per l’ex direzionale Manfredini

Il complesso che fu del Banco San Geminiano San Prospero è sempre abbandonato: rientrerà nel Psc ma la proprietà non avanza proposte

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Il futuro del direzionale Manfredini di viale Corassori - ex sede oggi abbandonata del Banco S. Prospero e S. Geminiano - è sempre più nero. Ieri in consiglio comunale il sindaco Muzzarelli ha spiegato che «le prospettive di recupero e riuso dovranno essere inquadrate nel nuovo Piano regolatore», ma per il resto il Comune ha le mani legate essendo il vasto immobile di proprietà del fondo immobiliare Numeria di Treviso.

Muzzarelli ha anche ricordato, rispondendo a una interpellanza del consigliere Chiara Susanna Pacchioni del Pd, come «per rimettere in piedi quello stabile servirebbero 4/5 milioni di euro e la società ogni anno perde oltre un milione di euro per mantenerlo in buono stato, come ho appurato visitandolo. Ma noi difficilmente potremmo fare un bando pubblico è dunque la società proprietaria che deve farci proposte, poi certo se non ci chiedono soldi al alcuni anni potremmo anche pensare a trasferire in quella sede degli uffici. Stiamo in ogni caso pensando al piano sedi, dopo il risparmio di un milione di euro in questi due anni, anche se oggi il Comune non ha 1900 dipendenti come anni fa ma 1600».

Continua dunque il dibattito intorno al complesso di molte migliaia di metri cubi di ferro e cemento del cosiddetto Bunker Alcatraz, sul quale già la precedente amministrazione aveva tentato di inserire uffici comunali e della Ausl, senza ottenere però risultati. Il sindaco ha concluso ricordando la situazione attuale dello stabile: «Numeria le ha illustrate con una lettera al Prefetto lo scorso 19 aprile: sono stati di recente saldati e chiusi tutti gli accessi e collocati i cartelli divieto di accesso e di pericolo; la società di vigilanza La Patria è stata incaricata del servizio di pattugliamento armato notturno, mediante visite di ronda; un tecnico di fiducia è stato incaricato di verificare almeno due volte al giorno la situazione esterna e interna; sono stati avviati i lavori di cancellazione delle scritte, di cura del verde e di pulizia dell'area; è in fase di valutazione l'avviamento di un sevizio di guardia diurna».

Sul tema è intervenuta anche l'opposizione. Luca Fantoni (M5s) ha affermato che le «variazioni d'uso, viste le caratteristiche dell'immobile, sono difficili da ipotizzare, ma bisognerà dialogare con la proprietà e ragionare in sede di Psc su cosa farne se non vogliamo trovarci con un “ecomostro” in città». Sulla stessa linea Fabio Poggi (Pd), ex assessore al patrimonio: «A quell’edificio deve essere data la massima possibilità di conversione, anni fa non fu possibile trasferirvi uffici pubblici per un cavillo della legge finanziaria». Infine Marco Chincarini (Per me Modena) dice che il «Comune deve pensare a un bando internazionale».

Stefano Luppi

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