Gazzetta di Modena

Modena

«Lo spettacolo l’ha dimenticata»

«Lo spettacolo l’ha dimenticata»

Commozione e amarezza tra chi la conosceva e apprezzava Stile inimitabile, lustrini e basco: «Oggi amava la tombola»

3 MINUTI DI LETTURA





«Era al tavolo di un caffè in Via Veneto. Al suo fianco Monica Ricci e Gina Lollobrigidia. Le teneva testa. La sua personalità le permetteva di stare ai tavoli dei grandi e questo l’ha portata alla ribalta nel mondo dello spettacolo». Voce cupa, tono triste, Gigi Taddei ha appena scoperto che Carmen Bastiglia è morta. Mentre ragiona sulla notizia, lui, amico di una vita, l’ultimo con cui Carmen è salita sul palco in teatro (durante lo spettacolo Tre uomini in burca nel 2011 a 85 anni), ritorna indietro nel tempo, ai primi anni Sessanta, quando frequentava la scuola da ufficiali proprio nella Capitale. Erano gli anni della Dolce Vita. Via Veneto era il luogo più chic d’Europa, se non del mondo. «Carmen era lì e teneva banco alle già più affermate colleghe».

Il suo successo arriva perché «era una sorta di alter ego di Edith Piaf», ricorda ancora Taddei, un’artista che amava, ammirava, rinterpretava. «La sua canzone preferita era Non je ne regrette rien, più di La vie en rose e infatti nelle mie commedie al teatro Storchi le feci cantare molti pezzi di Piaf. L’ultima volta fu nel 2011 quando le feci cantare Rien de rien. Basco alla francese sempre con sé, giacca in lustrini nonostante avesse all’epoca 85 anni. Aveva però ancora un aspetto vivace e giovanile. Era soprattutto una donna forte, tenace. Venne sul palco perfino in carrozzina perché colpita dalla sciatalgia, era il 2009».

In un aneddoto raccolto in Vite di quartiere, edito da Artestampa, spiega: «Una sera a Napoli con il mio complesso stavamo cantando in un famoso ristorante. Improvvisamente il pianista parte con un pezzo di Cole Porter che non era in scaletta. Inizio a cantare ma al contempo lo fulmino con lo sguardo. Un signore si alza da un tavolo, si avvicina verso di noi e poi si mette di lato al palco. Finita la canzone quel signore mi avvicina, prende la mia mano, la bacia, si complimenta con me in inglese e poi se ne ritorna al proprio tavolo. ’Ma chi è quel tipo?’, chiesi. Il marchese Izzo, nobile napoletano e mio grande ammiratore mi risponde Cole Porter. A momenti svengo».

Ma la sua vita, una volta uscita dal cono di luce dei riflettori non fu altrettanto fortunata. «Viveva da sola in questo appartamentino, mi chiamava spesso e qualche volta la andavo a trovare. Il mondo dello spettacolo l’aveva dimenticata. Si svagava andando a distribuire le cartelle della tombola alla Polivalente 87 & Gino Pini. La domenica era sempre lì: viveva questa giornata in compagnia, tra le domande di qualcuno che si interessava a lei e alla sua vita passata».

Alla polisportiva Carmen ha incontrato Manuel Cammardella con cui, per sei anni consecutivi, ha parlato e raccontato storie di un’epoca lontana. Lui, la domenica sera estrae i numeri della tombola, l’amato gioco di Carmen, e per questo motivo lei le si è tanto avvicinata. «Mi raccontava - ricorda Manuel - spesso che se perdeva la tombola, cioè se non ci fosse stata più la possibilità di giocare da Gino Pini lei si sarebbe uccisa. Era una persona che negli ultimi tempi soffriva molto la solitudine».

Ma oltre ai problemi della sua vita presente ciò che le piaceva raccontare era in particolar modo quello che aveva fatto da cantante: «La storia dello scià di Persia era quella che la appassionava di più. Ma ce ne erano altre. Come quella su Ugo Tognazzi. Una sera, mentre era in camerino Tognazzi le fece della avance ma lei le rifiutò. Così uscito sul palco si presentò al pubblico dicendo: “Buonasera a tutti questa sera vorrei presentarvi la mia amica Carmen che poco prima ha respinto una mia avance”. Facendo così in pratica la presentò: la introdusse nel mondo dello spettacolo. Ricordava spesso Fellini, con cui diceva che era stata grande amica». Quel mondo che la isolò durante gli anni Ottanta: «Lei mi disse perché alcune persone sbagliate le si erano attaccate». Carmen visse sempre da sola folgorata dal suo unico grande amore: il canto.

Andrea Perini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google