Modena, quinto posto tra le “smart city”
Dalla rete wi-fi pubblica al sistema di telecamere per la sicurezza: ecco dati e progetti delle realtà medio piccole in Italia
Siamo un po’ lontani dal podio, all'undicesimo posto generale, ma diventiamo quinti se consideriamo solo le città medio-piccole. Sono i dati della nuova classifica delle smart city, ossia delle città dotate di tecnologie moderne, redatta da Ernst & Young analizzando 470 indicatori come i punti wi-fi presenti in giro per la città, presso piazze ma anche esercizi commerciali, il numero di luci a led presenti sui lampioni, telecamere con sensori per raccogliere dati sul traffico. E tanto altro favorisce una vita in una città e paesi moderni.
Va da sé che sotto la Ghirlandina non siamo perfetti, soprattutto perché tante città a noi vicine fanno decisamente meglio: fatto “100” il punteggio della città maggiormente “smart” in Italia, Bologna, Modena oltre 20 punti in meno, 77,3 punti. Altre città medio-piccole fanno meglio guardando la classifica: 84,8 raccoglie Mantova, 83,3 Parma, 78,7 Reggio, tutti luoghi quindi evidentemente maggiormente dotati di risorse. Secondo il report recente Modena rispetto allo scorso anno ha recuperato 4 posizioni (era 15esima) ma non è sul podio in numerose importanti classifiche specifiche anche se a parte un caso ottiene sempre semaforo verde, ossia un buon giudizio tecnico.
Sul sito http www.italiansmartcity.it, una piattaforma realizzata dall’Associazione nazionale dei Comuni (Anci) è inoltre possibile trovare tutti i segreti relativi alle città moderne. Modena al momento contribuisce con investimenti per la smart city pari a 6,5 milioni di euro: si tratta di uno dei 158 comuni coinvolti (pochi, visto che in Italia gli enti locali sono oltre 8mila) che hanno realizzato, o anche solo annunciato, 1311 progetti per 3,7 miliardi di euro di investimenti in territori dove risiedono oltre 15 milioni di cittadini.
È insomma l'Italia migliore, quella annunciata su queste pagine e anche la città della Ghirlandina c'è, anche se può fare ben di meglio considerati gli annunci della giunta confrontati con i progetti davvero attivati.
Ecco i quindici progetti attivati da Modena, tutti a costo zero tranne quello relativo agli “Impianti di trigenerazione e cogenerazione strutture ospedaliere” che vale 6,5 milioni di euro che dal gennaio 2011 prevede la riqualificazione dal punto di vista energetico dell’Ausl e del Policlinico universitario. Gli altri progetti sono relativi al “Sistema Interscambio dati per favorire la mobilità e l'accesso dei disabili nelle zone a traffico limitato” (è stato attivato nel 2013), la rete La rete wi-fi del Comune pubblica e libera in decine di punti (dal 2012), il “Bike sharing” (“C'entro in bici” è stato attivato nel 2003), il “Progetto bici sicure” che dal 2014 prevede di incrociare le foto di bici sparite con quelle ritrovate dalla polizia.
L’incubatore per imprese start up è stato attivato all’R Nord nel maggio dello scorso anno, mentre la videosorveglianza intelligente, attraverso un sistema di monitoraggio del territorio composto da una rete di 115 telecamere gestita congiuntamente dalle quattro forze di polizia, è attiva dal 2003 (ciò non ha però impedito che si sottraesse dal centro storico un capolavoro di grandi dimensioni come la Madonna di San Vincenzo del Guercino). Nel 2010 è partita la trasformazione e riqualificazione del Villaggio artigiano, ben lungi dall'essere completa, mentre la rete “Net Garage” per l'alfabetizzazione informatica è del 2001 e il nuovo piano sosta del 2012. È stata anche creata l'integrazione tra banche dati a disposizione degli utenti del Comune e il progetto di riqualificazione e potenziamento integrato dei servizi di trasporto pubblico, nonché la digitalizzazione dei servizi ai cittadini e alle imprese.
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