Un “testamento” raccolto nel libro tra guerra e musica
Uscita dal mondo dello spettacolo ma ancora sulla bocca di tutti. Carmen Bastiglia, da personaggio poliedrico quale era, sapeva conquistare le persone che la vita le faceva incontrare, tanto da...
Uscita dal mondo dello spettacolo ma ancora sulla bocca di tutti. Carmen Bastiglia, da personaggio poliedrico quale era, sapeva conquistare le persone che la vita le faceva incontrare, tanto da finire anche all’interno del libro “Vite di quartiere, sguardi inconsueti sulla periferia di Modena”, edito da Artestampa. Carmen si incontra sfogliando il volume tra le pagine dedicate alla “Polivalente 87 & Gino Pini”. Il suo ingresso è magistrale: da vera diva dello spettacolo. “Mi chiamo Carmen, ho 83 anni - raccontava a Gaetano Cuppini -una vita piena di avventure. Una vita in cui la Seconda Guerra mondiale ha fatto da spartiacque. Porta pazienza, ascoltami... e anche tu ti innamorerai di me”. Un uomo, uno scrittore, una persona appassionata di storie non può resistere a un invito così. È come il miele per un orso. E la sua storia, raccolta poco prima della sua amata partita a tombola, non delude le aspettative create dalla premessa. “Ho fatto tanti mestieri, tra cui la mondina a Olevano, vicino a Pavia. Eravamo 150 donne e lavoravamo otto ore al giorno con l’acqua che arrivava alle ginocchia ma non ero soddisfatta della mia vita. La mia grande aspirazione era fare l’artista: la cantante”. E così fece: passando per l’umiliazione del taglio completo dei capelli e la prigionia tedesca durante la Seconda Guerra mondiale. “Chissà per quale strana sorte del destino i partigiani erano convinti che io fossi una collaborazionista; i tedeschi che fossi una staffetta partigiana”. Venne sequestrata, “probabilmente da cinque partigiani”, e rasata per punizione. Poi venne arrestata dai tedeschi, messa in galera a Sant’Eufemia e per poco non fu “deportata in un campo di concentramento”. Tutto questo prima dei 20 anni momento in cui da Ravarino si spostò a Modena e dagli anni Cinquanta iniziò a diventar realtà il suo sogno: diventare una cantante. “Ho girato tante città: Palermo, Napoli, Roma, Milano, Trieste, Torino. Spettacoli nei ristoranti, nelle sale da ballo, nei teatri. Ho conosciuto tanti attori. Ho cantato supportata dal pianoforte di Cole Porter”. Poi, come per l’ingresso, Carmen lascia il suo interlocutore a bocca aperta: “Adieu mon amì”, la tombola stava per iniziare. (an.pe.)
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