«Villa abusiva a San Felice? Caso ignoto, ma regolare»
Risposta della Regione all’interrogazione sui contributi erogati per la costruzione «Abbiamo chiesto al Comune di spiegarci: ha rispettato le regole sui controlli»
SAN FELICE. «Opere difformi dal progetto depositato per una nuova costruzione che ha ottenuto il contributo per la ricostruzione con ordinanza 86. Cosa succede al contributo?».
L’Help Desk presso la Regione, autorevole organismo che dispensa chiarimenti e consigli per la ricostruzione, un anno fa rispondeva a questo quesito con parole inequivocabili: «Il contributo non può essere erogato se le opere eseguite sono difformi dal titolo edilizio. Se è stato erogato deve essere revocato».
Ma quando dalla teoria si è passati alla realtà, queste certezze così granitiche si sono... complicate.
È la prima sorpresa che riservano gli strascichi dell’ormai nota inchiesta sulla villa abusiva realizzata in via Perossaro. La prima, poichè la seconda è altrettanto significativa: dopo interrogazioni, polemiche, inchieste del Corpo Forestale dello Stato e della polizia municipale di San Felice, dopo la denuncia per abuso d’ufficio e concorso in abuso edilizio contro il capo dell’ufficio tecnico del Comune di San Felice, dei proprietari e del tecnico che aveva curato la ri-costruzione della famosa villa, dopo l’apertura di un procedimento disciplinare da parte dell’Ordine degli ingegneri di Modena, dopo le denunce penali sul caso del collegio dei geometri, che accusava a sua volta il Comune di avere rilasciato lui stesso un permesso a costruire illegittimo. Ebbene, dopotutto questo, la Regione, ha risposto ad una interrogazione del consigliere Giulia Gibertoni sulla vicenda: «Preme sottolineare che non si era a conoscenza della vicenda di cui alla interrogazione...».
Detto questo, la Regione per conoscere la vicenda a chi ha chiesto le informazioni?
«Si è provveduto a chiedere informazioni all’amministrazione comunale competente, che ha fornito con nota del 13/04/2016 cospicua documentazione, a firma del Responsabile del Servizio Assetto e Utilizzo del Territorio (ovvero la stessa persona denunciata a suo tempo dalla Forestale e dall’Odine dei geometri per abuso d’ufficio e concorso in abuso edilizio... ndr). Da tale documentazione si evince che il Comune, a seguito della richiesta di sopralluogo da parte dei confinanti per accertare lavorazioni difformi al progetto presentato, ha rilevato opere difformi rispetto al progetto presentato e, pertanto ha provveduto ad emettere l’ordinanza 2/2015 nella quale si è ordinato l’adeguamento del fronte nord e la demolizione della porzione di muratura posta nell’angolo sud/ovest del fabbricato al fine di rendere coerente quanto realizzato con il progetto presentato di cui al Pdc 13/2013. Riassumendo, si ritiene che il Comune abbia rispettato le normativa vigenti in materia di controlli».
Così è, se vi pare.
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