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Modena, addio a Marchesi il re delle borse

di Stefano Totaro
Modena, addio a Marchesi il re delle borse

Dalla pelletteria in via Morselli negli anni ’50 al negozio nella galleria della Cassa. Giocò nella Primavera del Modena

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MODENA. Gian Carlo Marchesi, un nome famigliare in città, associato nella mente di generazioni di modenesi alle borse, alle valige, alla pelletteria in genere. Come un marchio, una griffe tutta gialloblu: Marchesi era ed è sinonimo di questi oggetti che hanno accompagnato l’era del boom economico diventando da oggetti di uso comune a icone della moda sino ai tempi moderni, creazioni a volte in pelle raffinate ma soprattutto utili, pratici e inseparabili compagni di viaggio o di normale quotidianità.

Gian Carlo Marchesi, il titolare delle pelletterie, si è spento giovedì scorso all’età di 78 anni ma tutto il suo impegno e la sua passione che ha infuso nel suo settore commerciale non spariscono con lui: da tempo infatti i suoi due figli, Massimo e Marcello, hanno preso le redini dei vari negozi, in sedi storiche e in luoghi nuovi, e continuano a vendere e proporre valige e borse. Una passione, un abbinamento dunque che si tramanda e che, a Modena , ebbe inizio negli anni Cinquanta. In via Morselli infatti Gian Carlo assieme a suo fratello Ernesto aprirono una pelletteria, «Una fabbrica vera e propria - raccontano i figli - che dava da lavorare ad alcuni dipendenti. Poi Ernesto rimase a gestire la pelletteria mentre nostro padre, negli anni Sessanta, volle intraprendere l’avventura del commercio diretto, decise cioè di aprire un negozio. E la prima sede, il primo negozio lo aprì in quella che allora si chiamava la galleria della Cassa di risparmio, ovvero il passaggio che c’era tra via Albinelli e via Selmi. Ora non esiste più, la galleria è stata in seguito inglobata dalla banca. Nostro padre apri allora gli altri due negozi diciamo “storici”, quello in piazza Grande 43/44, di fronte al duomo, all’angolo con via Selmi , e l’altro in viale Buon Pastore, nel centro I Portici. Il negozio in piazza Grande rimase attivo sino agli inizi del Duemila e poi decidemmo di aprire nella galleria del GrandEmilia. Nostro padre andò in pensione quattro anni fa, ma è sempre stato con noi, nei nostri negozi, ci ha sempre incoraggiato e sostenuto nelle nostre scelte commerciali. Un maestro, in tutto».

Ma non bisogna dimenticare il Marchesi sportivo: i figli ricordano con orgoglio come loro padre fosse calciatore e ovviamente un canarino. «Era negli allievi del Modena, quando c’era Brighenti, negli anni Cinquanta, nostro padre era il portiere della Primavera, poi ha giocato anche in altre squadre della zona, come il Reggiolo e altre ancora». L’addio al re delle borse lunedì 2 maggio, alle 11 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Bosco in via Sassi. Dopo la celebrazione del rito funebre ci sarà la sepoltura al cimitero di Santa Maria di Mugnano.

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