Associazioni: «Fate due maxi-Comuni» Ma i sindaci frenano
Superare l’Unione del Frignano e incamminarsi decisi sulla strada della fusione per formare due super-Comuni in Appennino: uno tra Lama Mocogno, Pavullo, Polinago e Serra, e l’altro tra Fanano,...
Superare l’Unione del Frignano e incamminarsi decisi sulla strada della fusione per formare due super-Comuni in Appennino: uno tra Lama Mocogno, Pavullo, Polinago e Serra, e l’altro tra Fanano, Fiumalbo, Montecreto, Pievepelago, Riolunato e Sestola. È quanto chiedono ai sindaci con una lettera aperta le associazioni che fanno capo a Rete Imprese (Confesercenti, Confcommercio, Lapam e Cna), sindacati Cgil e Cisl insieme a Cia, Coldiretti e Confagricoltura.
Nel documento si invita a “buttare il cuore oltre l’ostacolo” e a sbloccare uno stallo che finora ha visto il Frignano non avviare nemmeno lo studio di fattibilità, quando la Regione dà tempo fino al 16 maggio per le richieste di contributi. La convinzione è che i due macro-enti “avrebbero un peso non indifferente”. «Ma - sottolineano i firmatari - sono soprattutto i vantaggi economici derivanti da un processo di riorganizzazione istituzionale, così come prospettato, a rendere l’opzione della fusione indifferibile: i contributi messi a disposizione dalla Regione, l’esenzione per cinque anni dal Patto di Stabilità aumenterebbero in modo considerevole le leve finanziarie a disposizione dei nuovi territori. Senza considerare il fatto che, per legge, i nuovi Comuni avrebbero la precedenza sui bandi per i finanziamenti».
I fondi andrebbero utilizzati per migliorare i servizi, ma soprattutto per finanziare un patto di sviluppo e promozione per i prossimi 10-20 anni. La lettera arriva dopo l’ultimo Consiglio dell’Unione che mercoledì ha visto i saluti generali in vista del rinnovo amministrativo di Pavullo e Sestola. «Prima di pensare alla fusione bisogna completare le gestioni associate - sottolinea il presidente uscente Romano Canovi - e adesso la sfida è unificare la gestione del personale e dei servizi finanziari, ma siamo già a buon punto con l’organizzazione. Poi starà alle nuove amministrazioni decidere in merito a Urbanistica e Lavori pubblici». (dm)
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