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Modena, Cir Food: «Qualità per puntare al mercato estero»

Modena, Cir Food: «Qualità per puntare al mercato estero»

L’azienda inaugura la nuova sede amministrativa in via Elsa Morante a Modena e delina le strategie che puntano ad allargare il mercato all’estero con i settori della ristorazione commerciale. Possibili nuove assunzioni

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MODENA. Cir food trasloca e punta all’estero. È stata inaugurata ieri la nuova sede modenese della Cooperativa italiana di ristorazione. Da via Portogallo 13 l’attività si è spostata in via Elsa Morante 71. Sarà un nuovo trampolino di lancio per puntare a mercati stranieri. «Puntiamo a raggiungere ottocento milioni di ricavi entro il 2020 - ha spiegato il presidente Chiara Nasi - guardando anche all’estero». Il marchio ha avuto modo di farsi conoscere all’Expo.

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«È stato un evento straordinario per la nostra impresa - ha ripreso l’intervistata - in termini di business e non soltanto. Abbiamo presentato quattro nuovi format di ristorazione commerciale (Tracce, Viavai, Let’s toast, Chiccotosto) da sviluppare già da quest’anno». Tre i settori: ristorazione collettiva; ristorazione commerciale; “banqueting” e buoni pasto. «Contiamo di crescere ancora - ha ripreso Nasi - e occupare più persone, sia nella parte indiretta, cioè gli impiegati, sia nella parte diretta di produzione». La parola chiave resta la «qualità» contro lo «svilimento» dei prodotti che sta prendendo piede «anche in Emilia Romagna».

Una delle sfide appare la miscela tra innovazione e tradizione. Girando nel nuovo ufficio si notano alcuni dettagli che rispondono a tale logica. Un esempio? Una calcolatrice vecchio modello al fianco di un moderno computer. Non si vedono tracce di stampanti tradizionali. «Abbiamo avviato la digitalizzazione degli archivi», ha ripreso Lorella Vignali. È una delle tante figure femminili presenti in un’azienda nella quale nove figure professionali su dieci sono donne. Responsabile dell’Area Emilia Est (Modena e Bologna), Vignali è stata la guida nella nuova struttura. Diversi i punti su cui ha insistito: condivisione, risparmio energetico, funzionalità. «Abbiamo attuato un’innovazione tecnologica - ha spiegato la donna, anche consigliere d’amministrazione in Cir Food - e i nuovi strumenti permettono la condivisione dei documenti, la loro scansione e il loro invio in postazioni informatiche. Uno dei progetti riguarda l’eliminazione della carta».

I lavoratori hanno già spostato gli scatoloni da circa due mesi. Sono ventotto e rappresentano una minima parte dei circa 1.660 attivi tra la Ghirlandina e le Due Tori. «Abbiamo oltre trecento punti - ha elencato Vignali - tra la cucina dell’asilo nido che serve venti bambini sino al centro pasto del Comune di Modena che ne serve 8.500 al giorno. Serviamo cinquantadue scuole, in più tra Modena e provincia ci sono circa 27 pubblici esercizi associati». Un tema legato alle mense è quello degli sprechi alimentari. Anche nella nostra città sono stati denunciati episodi di cibo non consumato nelle scuole; inoltre, sono stati organizzati incontri ad hoc per sensibilizzare i giovani. «È un tema importante - ha riconosciuto la responsabile - ma noi lavoriamo su prenotazione. Una buona organizzazione gestisce bene le prenotazioni, per cui non dovrebbero esserci sprechi. Nei pubblici esercizi lavoriamo sulla base dei volumi storici». Il tema è stato ripreso dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dal governatore Stefano Bonaccini.

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