«Più facile dare medicine che ascoltare»
Valgimigli: «La crisi economica ha aumentato i casi di depressioni ma non è l’unica causa»
Industrie, benessere e possibilità di lavoro non sono sufficienti. In Emilia Romagna il numero medio di dosi di farmaci antidepressivi consumate giornalmente (la scala utilizzata dal rapporto è ogni mille abitanti) supera quello della media nazionale. Nel decennio 2004-2014 su tutto il territorio italiano il consumo è aumentato del 50,1 per cento mentre in Emilia-Romagna si attesta al 57,2 per cento.
Dottor Camillo Valgimigli (psichiatra e psicoterapeuta) perché oggi si consumano più antidepressivi di dieci anni fa?
«La crisi economica ha inciso molto ma la depressione può essere causata da tanti fattori: dal sentirsi accettati o meno sul luogo di lavoro, nella società o anche in famiglia. Perfino le nuove tecnologie possono portare alla depressione. Questo perché non è una malattia di tipo patogeno, ma è un disturbo dell’umore e dell’affettività. La depressione è generata dall’isolamento che, come detto, possono creare anche le nuove tecnologie».
Ma c’è dell’altro...
«Sì, perché l’aumento del consumo dei farmaci antidepressivi dipende anche dal fatto che oggi il medico non ha più tempo di ascoltare. È più facile prescrivere una pillola che stare ad ascoltare. Per usare le parole di Kafka: è più semplice fare una ricetta che fare progetti. E invece le persone che soffrono di depressione dovrebbero essere ascoltate perché il disturbo non è causato da un calo della serotonina, come si cerca di far passare. Negli Stati Uniti, in Inghilterra la depressione la riducono consigliando di stare al sole. Lo disegnano perfino nelle camere».
A Modena come si fa fronte alla depressione?
«Nel nostro territorio c’è una cattiva psichiatria: o ti ricoverano o ti danno dei farmaci. Mancano i servizi per le persone cadute in depressione: luoghi di aggregazione, strutture adeguate. Ci sono meno operatori di servizi. Non c’è più la cultura del prendersi cura. Oggi dopo la visita vengono prescritti i farmaci. Invece chi è caduto nella depressione dovrebbe essere ascoltato, rassicurato. L’isolamento, la chiusura in se stessi si combattono ascoltando non certo prescrivendo farmaci. A chi soffre di depressione consiglio di andare da uno psicoterapeuta e, potendo, limitare i farmaci».
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