Al Selmi gli studenti riducono gli sprechi
«I have a...green». Un titolo evocativo, che richiama a un sogno da realizzare. Il “dream” era il sogno di uguaglianza espresso da Martin Luther King negli anni Sessanta alla fine della marcia di...
«I have a...green». Un titolo evocativo, che richiama a un sogno da realizzare. Il “dream” era il sogno di uguaglianza espresso da Martin Luther King negli anni Sessanta alla fine della marcia di protesta per i diritti civili. Ciò che è racchiuso in questo titolo, invece, è un ideale verde, pulito, ecologico. Come il progetto messo a punto da ventinove studenti del corso di Qualità ambientale, indirizzo di studi del Selmi biologico, presentato ieri mattina. «Ci lavoriamo da due anni - ha spiegato Enrico Tedeschini, studente del Selmi - ma la vera e propria formazione è iniziata l'anno scorso. L'idea nasce da una lezione svolta da un dipendente della Tetrapak. Abbiamo iniziato a ragionare sull'idea di sostenibilità e sulle problematiche dell'edificio scolastico». L'idea alla base del progetto è la realizzazione di un edificio ecosostenibile che promuova la riqualificazione del verde e rispetti l'ambiente. «I modelli di riferimento per la realizzazione dello studio - ha raccontato Greta Toni, studentessa che ha preso parte al lavoro - sono stati Kerakoll e Tetrapak. Con loro abbiamo fatto formazione sulle tematiche ambientali in ambito produttivo». Il punto di partenza è un'immagine da satellite dell'istituto in viale Leonardo Da Vinci. «Si nota subito - ha mostrato Greta - quanto cemento c'è attorno all'edificio e come vorremmo che diventasse». Parole che vengono accompagnate dall'immagine successiva della scuola completamente immersa nel verde. Progetto realizzabile? «Abbiamo preso in esame i punti “critici” dal punto di vista energetico - ha spiegato Greta - del nostro Istituto. Ci sono aree dove la dispersione di calore è eccessiva, aule che risultano poco riscaldate, altre eccessivamente. Poi abbiamo analizzato l'illuminazione. Ci siamo resi conto che sia in estate sia in inverno la struttura è “energivora”. Risulta di classe G. Tuttavia, con le dovute modifiche risulterebbe in una classe più alta». Calcoli effettuati attraverso un software acquistato col finanziamento ricevuto da Confindustria Ceramica. «Nella realtà - ha illustrato Enrico - non possiamo adottare tutte le modifiche presenti sulla carta, anche perché dobbiamo fare i conti con il costo degli interventi. Tuttavia, ci sono dei possibili miglioramenti da applicare all'edificio». Quali? «L'applicazione di pannelli fotovoltaici, - ha elencato il giovane - la riqualificazione degli esterni, il riposizionamento degli arredi delle aule, luci a led dotate di sensori di movimento e un sistema di climatizzazione in grado di regolare la temperatura». Il progetto degli studenti del Selmi però non si ferma alla ricerca di ciò che si potrebbe fare sull'esistente. «Lo studio - ha concluso Greta - verrà presentato a Confindustria Ceramica, a Sassuolo e sarà oggetto di possibili finanziamenti. Sarà, inoltre, mostrato nelle altre scuole di Modena».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
