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Disabile sequestrato in casa a Rovereto mentre i banditi gliela svuotano

di Serena Arbizzi
Disabile sequestrato in casa a Rovereto mentre i banditi gliela svuotano

Andrea, 46 anni, chiuso nel bagno dai ladri che hanno preso di mira il paese con altri colpi La madre: «Io e mio marito eravamo appena usciti, gli hanno detto di stare fermo, è stato terribile»

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NOVI. Rinchiuso in una stanza insieme al cane mentre i ladri mettevano a soqquadro la casa.

È il grave episodio di cui è stato vittima un disabile nella mattinata di venerdì in via Euro Lugli a Rovereto. La strada è stata presa di mira dai malviventi che hanno commesso più colpi in diverse abitazioni, per poi spostarsi a Novi e Concordia per compiere altri furti.

In via Lugli 7/a abita Andrea Borlacchini, 46 anni, disabile a seguito di un incidente stradale avvenuto 14 anni fa.

«È stato uno dei rarissimi momenti in cui abbiamo lasciato da solo Andrea - racconta sua madre Maria Pia – intorno alle 10.30, io e mio marito Alberto siamo andati a Sorbara ad acquistare dei fiori per nostra figlia. Improvvisamente, abbiamo ricevuto la telefonata di Andrea che ci ha avvisato che qualcuno si trovava in casa nostra e stava facendo man bassa di tutto quello che trovava. Ci siamo precipitati nella nostra abitazione e abbiamo scoperto, purtroppo, cos’era successo poco prima. Andrea è andato nel bagno del capannone adiacente alla nostra abitazione, dove teniamo anche il cane e una volta avevamo la nostra attività di stiro, ripasso e imbusto. Poco dopo i malviventi che si sono introdotti in casa nostra entrando dalla porta principale, lo hanno chiuso dentro. Poi hanno rovistato dappertutto, portando via collane, braccialetti e altri oggetti di bigiotteria, più 10 euro che Andrea teneva nel portafoglio nella sua stanza. Il blitz è durato poco e dalla fretta sono rimasti impigliati in un infisso che hanno sradicato. Quando nostro figlio è uscito dal bagno ha trovato la porta chiusa: è riuscito ad aprirla e, accorgendosi che in casa c’erano delle persone, ha domandato cosa stesse succedendo. I ladri gli hanno gridato: “Stia fermo lì, qui ci pensiamo noi”. I carabinieri intervenuti sul posto hanno chiesto ad Andrea se si ricorda l’accento dei malviventi, ma lui, dopo l’incidente, ha perso la memoria. E quella di venerdì è stata un’esperienza terribile per lui, ma siamo contenti che non gli sia successo niente e non l’abbiano aggredito. Questa è la seconda volta che veniamo derubati: la prima mi hanno portato via un gioielli che valeva addirittura 3 milioni delle vecchie lire», conclude Maria Pia.

Sempre venerdì è stata derubata anche la famiglia Martinelli, a pochi metri dai Borlacchini, in via Lugli. I proprietari erano fuori casa al momento del furto. I malviventi per introdursi nell’abitazione hanno divelto la porta d’ingresso che andrà sostituita, hanno danneggiato il cancello che dovrà essere riparato. Una volta all’interno, hanno messo sottosopra le stanze, svuotato gli armadi, per prendere contanti e preziosi.

I carabinieri sono arrivati poco dopo, hanno eseguito il test sulle impronte, rinvenendo segni rotondi della zigrinatura di guanti da giardinaggio, riscontrate anche dopo sopralluoghi a seguito di altri furti.

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