Lamborghini day la storia dell’auto fa tappa a Modena
Anche la città di Modena coinvolta dal programma celebrativo. A Marzaglia gli equipaggi internazionali del centenario
MODENA Hanno fatto tappa venerdì a Modena alcuni equipaggi provenienti dal Regno Unito, Belgio, Germania, Svizzera e Olanda per prendere parte al centenario “Ferruccio Lamborghini Anniversary” organizzato da Tonino Lamborghini in memoria del padre Ferruccio Lamborghini, storico fondatore del marchio automobilistico nato il 28 aprile 1916.
I BOLIDI DA SOGNO Venerdì mattina presso l'Autodromo hanno sfilato alcune fra le vetture prodotte nel corso degli anni dal marchio del Toro a S.Agata, come la Diablo, l'Aventador, l'Huracan. Una storia quella della Lamborghini e del suo fondatore avvolta da tantissimi aneddoti e che spesso si è incrociata con quella di un altro grande, Enzo Ferrari, dando vita a una sana rivalità tutta emiliana combattuta a suon di “cavalli e pistoni” e a pochissimi chilometri di distanza.
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«Vivere dall'interno questa grande storia nata dalla volontà di mio nonno, per me è un motivo di grande orgoglio. A 23 dalla sua scomparsa, oggi il suo nome vive dentro le auto, dentro il marchio, nel cuore di tutti gli appassionati in tutto il mondo», racconta il nipote Ferruccio Lamborghini, che conserva un prezioso e storico modello lasciato dal nonno, la Lamborghini Miura di colore rosso. Il centenario in ricordo di Ferruccio Lamborghini è stato organizzato dal figlio Tonino Lamborghini con una manifestazione a tappe lungo la Motor Valley in tutti i luoghi simbolo della storia Lamborghini attraverso la campagna centese che ha gli dato i natali, passando per l’azienda automobilistica di Sant’Agata, la Carrozzeria Imperiale a Mirandola dove vengono verniciate tutte le macchine Lamborghini, la collezione di auto storiche Righini.
L'IMPRENDITORE RINGRAZIA «È per me motivo di grande orgoglio -spiega Tonino Lamborghini- incontrare ogni giorno tante persone che hanno apprezzato e amato Ferruccio, mio padre, per quello che ha rappresentato per l’industria italiana.
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Un emiliano intelligente, tenace, visionario, un imprenditore acuto e concreto, che ha lasciato un segno indelebile nel mondo della meccanica e dell’ingegneria nazionale e internazionale. È stato un padre che ha saputo trasmettermi i giusti stimoli e la più ampia autonomia: gliene sono grato e cercherò di fare lo stesso con i mei figli. Credo inoltre che altrettanto grati siano tutti i fan e gli amanti delle auto che ha costruito Ferruccio, consapevoli di non possedere soltanto un mezzo meccanico, bensì un pezzo d’arte e di storia italiana».
Marco Amendola
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